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Arcigay: Comunicato Stampa su grave fatto di censura veronese

VERONA, COMUNE CENSURA LO SLOGAN DELLA FIERA WEDDING. ARCIGAY : "FATTO GRAVE, SINTOMO DI UN CLIMA PREOCCUPANTE. INVIATA SEGNALAZIONE A UNAR"
Bologna, 5 febbraio 2018 - "A quasi 2 anni dall'approvazione della legge sulle unioni civili,  l'amministrazione comunale di Verona ha censurato lo slogan di un' espositrice della fiera "Verona sposi" perché fa riferimento, in maniera allusiva, alle unioni civili. Un fatto grave, che tenta di scollegare la città di Verona dalle leggi della nostra Repubblica, di cui Verona, fino a prova contraria, è ancora parte": lo dichiara 
Laura Pesce, presidente di Arcigay Pianeta Milk di Verona. Che prosegue: "Invece di favorire il trattamento equo di tutti i cittadini e le cittadine che rappresenta, Il Comune si muove addirittura a censura delle iniziative che questa parità la promuovono. A Verona si respira un clima di repressione preoccupante, che ci ricorda tempi che vorremmo pensare molto lontani. Lo slogan #sposachivuoi prendeva chiaramente atto di una realtà che è già scritta nei cuori della gente, oltre che   nella legge: uomini e donne di questo Paese oggi si sposano, etero, gay, lesbiche o bisessuali che siano, indipendentemente dal fatto che lo facciano con matrimoni o unioni civili. Negarlo - continua Pesce - è pura cecità". "La censura messa in campo dal Comune di Verona - prosegue Gabriele Piazzoni, segretario nazionale Arcigay - è non solo rivelatrice di un pensiero liberticida, discriminatorio e antidemocratico, ma è anche sintomo di un'incompetenza raggelante della classe politica, che evidentemente ignora il rispetto dovuto alle leggi dello Stato e alle iniziative dei privati, se non lesive di queste leggi. Stiamo procedendo in queste ore a segnalare la vicenda all'Unar, l'ufficio nazionale contro le discriminazioni, affinché richiami la giunta di Verona al rispetto delle leggi", conclude Piazzoni. 



LAURA PESCE
Presidente Arcigay Verona - Pianeta Milk

GABRIELE PIAZZONI
Segretario Nazionale Arcigay

Ufficio stampa Arcigay Vincenzo Branà  (348.6839779 - 338.1350946)

#comunicato #sposachivuoi #omofobiaveronese Cod: URD0021 

Manifesti omofobi in città. ARCIGAY VERONA: Mistificazione e Falsità

Manifesto omofobo affisso a Verona
CS: MANIFESTI OMOFOBI: ARCIGAY VERONA: “UNA CAMPAGNA MISTIFICATRICE. UN DISONORE PER LE REALTÀ PROMOTRICI DELL’INIZIATIVA”

Distico: Nel giorno del ventennale dell’approvazione delle mozioni omofobe del comune di Verona del 1995, riconfermate quest’anno dall’attuale giunta, la città scaligera viene invasa da manifesti promossi da associazioni ultraconservatrici dal titolo “I bambini non si comprano”.

VERONA, 15 Luglio 2015 – “Una campagna mistificatrice con l’unico intento di promuovere la disinformazione. Le falsità contenute in quei manifesti sono un disonore per le realtà promotrici dell’iniziativa”- denuncia Alex Cremonesi, presidente di Arcigay Verona - “Il Disegno di legge Cirinnà non “consente di procurarsi ed adottare un bambino”, come citano i manifesti: la step child adoption in discussione nel DDL che regolamenterà le unioni civili prevede solo la possibilità di adozione del minore da parte del partner civilmente legato al genitore. Questa soluzione da semplicemente seguito alle recenti sentenze della giurisprudenza dove, come nel caso di Roma, il tribunale ha riconosciuto essere il miglior interesse del minore l’adozione legale di quello che nella vita è già il suo genitore. A chi ritenesse invece che una coppia omosessuale non sia idonea a garantire un sano sviluppo dei bambini, ricordiamo le parole del presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologici, Fulvio Giardina, che dice testualmente: ”La letteratura scientifica e le ricerche in quest'ambito sono concordi nell'affermare che il sano ed armonioso sviluppo dei bambini e delle bambine, all'interno delle famiglie omogenitoriali, non risulta in alcun modo pregiudicato o compromesso. Non è certamente la doppia genitorialità a garantire uno sviluppo equilibrato e sereno dei bambini, ma la qualità delle relazioni affettive”.