VOTEFORYOURDIGNITY: ARCIGAY E ARCILESBICA VERONA PER UN VOTO DI DIGNITÀ

La campagna "Vote for your dignity" (Vota per la tua dignità) è un'iniziativa che noi di Arcigay Pianeta Urano Verona e Arcilesbica Juliette & Juliette abbiamo lanciato per la prima volta nel 2009 in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale e del Parlamento Europeo.
La campagna consiste nel segnalare ed invitare la popolazione lgbtq (e non solo) a votare, all'interno dei diversi partiti, per quelle candidate e candidati espressione del movimento lgbtq, ma anche per quelle/i che appoggiano e si riconoscono nelle nostre battaglie per i diritti civili e la dignità.
Anche in occasione delle elezioni amministrative veronesi del 6-7 Maggio 2012,chiediamo a tutti i candidati e candidate a Sindaco, a Consigliere Comunale e/o di Circoscrizione a Verona di sottoscrivere in tutto o in parte i 14 punti di impegno politico verso le persone LGBT che vivono a Verona. In base alle risposte date, daremo le nostre indicazioni di voto.
Perché?
Spesso, come persone lesbiche/gay/bi/transessuali ci sentiamo dire, o piuttosto ci viene fatto intendere fra le righe, che in questa fase di grave crisi economica alcuni temi (i nostri) sono fuori luogo e vanno tenuti fuori dalle campagne elettorali, da comizi o discorsi pubblici, dalle agende politiche di partiti e liste. Cosa che consideriamo sbagliata, culturalmente arretrata e umiliante.
In Italia, a differenza di altri Paesi europei ed extraeuropei, certi temi comi i diritti delle persone LGBTQ o la laicità dello stato, non è mai il momento di affrontarli: che ci si trovi in un periodo di crisi o di crescita, poco importa.
E’ dimostrato invece da molti studi, che è sbagliato scindere le tematiche delle libertà civili, sociali e sulla laicità dalle questioni economiche. Le dinamiche che si riscontrano nelle aziende e negli ambienti lavorativi più inclusivi, dove le persone LGBTQ (ma anche le donne, la "minoranza" più numerosa) si sentono invogliati/e a lavorare meglio e di più, vale anche su una scala più ampia: infatti, più uno stato è libero e riconosce uguali diritti ai propri cittadini, più è dinamico e sviluppato in economia. Più i cittadini si sentono riconosciuti e tutelati nel loro stile di vita, più si sentono parte della società e partecipi della crescita del bene pubblico.Pertanto, i riconoscimenti dei diritti civili delle persone lesbiche, gay, bisessuali, trans gender, queer e delle loro famiglie - una fetta tutt'altro che trascurabile della popolazione- sono fondamentali per la crescita, in tutti gli ambiti, del nostro Paese, che attualmente si mantiene agli estremi più bassi in tutte le graduatorie internazionali di benessere, libertà d’informazione e democrazia partecipativa.
Dove i diritti delle persone LGBTQ, come il matrimonio o una qualche forma di “Unione civile”, sono stati riconosciuti si è registrato anche un aumento di credibilità e dell’apprezzamento di quel Paese.
In questo Paese siamo milioni, e siamo amati e sostenuti da parenti ed amici, altrettanto (se non ancor più) numerosi. Anch’essi vorrebbero, per la nostra felicità e realizzazione personale, ma anche per il progresso del Paese, che fossero riconosciuti quei diritti fondamentali continuamente negati per sudditanza politica alle gerarchie ecclesiastiche cattoliche o per semplice disinteresse, se non addirittura ostilità. Non pochi personaggi politici hanno infatti fatto dell'astio e dell'intolleranza verso le persone LGBTQ la propria bandiera, o peggio, in mancanza di altri argomenti e iniziative, la propria ragione d'esistere: omofobia a volte velata o sottintesa, spesso manifesta e vantata. In Italia pochi si indignano, a partire dai politici, se un gay, una lesbica o un trans vengono derisi, picchiati o addirittura uccisi.
A questa vergogna bisogna mettere la parola fine al più presto. La lotta ad ogni forma di omofobia, discriminazione o bullismo omofobico in qualsiasi contesto è per noi una battaglia irrinunciabile, senza dimenticare il diritto alla salute, a non essere considerati cittadini di serie B nell'accesso a servizi o politiche sanitarie: la lotta e la prevenzione all’AIDS, alle MST (malattie sessualmente trasmissibili) in generale, la garanzia di tutele e servizi per le persone HIV+, una corretta educazione sanitaria e sessuale nelle scuole, la non discriminazione delle persone lgbt nelle donazioni del sangue.
E ancora, un Paese di ancora forte immigrazione come il nostro (nonostante la crisi), non può ignorare che, fra le migliaia di persone che fuggono dai loro Paesi d'origine per cercare una vita più dignitosa e migliore, molti sono gay, lesbiche o trans, in fuga da ancora più dure persecuzioni, dal carcere fino alla pena di morte, che subiscono unicamente a causa del loro orientamento sessuale. Verso di loro abbiamo dei doveri in termini di accoglienza, solidarietà, servizi e cittadinanza.

Piattaforma di impegno politico nei confronti dei cittadini LGBT
Area “lotta alle discriminazioni, violenza e omofobia”
1) Promuovere, anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative destinate a sensibilizzare l’opinione pubblica verso la cultura delle differenze, la prevenzione e la condanna degli atteggiamenti e dei comportamenti di natura omofobica e transfobica (impegno già contenuto nella mozione regionale n°4 “MOZIONE PER LA PREVENZIONE E LA LOTTA AD OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE LEGATA ALL’ORIENTAMENTO SESSUALE E ALLA IDENTITÀ DI GENERE”, approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale del Veneto);
2) Adottare iniziative utili a far si che la giornata mondiale contro l’omofobia abbia nel territorio comunale un’adeguata risonanza e veda il massimo coinvolgimento delle istituzioni pubbliche (impegno già contenuto nella mozione regionale n°4 “MOZIONE PER LA PREVENZIONE E LA LOTTA AD OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE LEGATA ALL’ORIENTAMENTO SESSUALE E ALLA IDENTITÀ DI GENERE”, approvata all’unanimità);
3) Sostenere progetti, in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza, per lo sviluppo di iniziative dedicate alla lotta contro le discriminazioni e alla prevenzione degli atteggiamenti e dei comportamenti di natura discriminatoria, per eliminare stereotipi, pregiudizi e violenza (impegno già contenuto nella mozione regionale n°4 “MOZIONE PER LA PREVENZIONE E LA LOTTA AD OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE LEGATA ALL’ORIENTAMENTO SESSUALE E ALLA IDENTITÀ DI GENERE”, approvata all’unanimità);
4) Contribuire alla realizzazione ed al funzionamento di una casa-accoglienza o di soluzioni similari per migranti LGBT richiedenti asilo o riconosciuti rifugiati a causa delle persecuzioni sofferte nel proprio Paese di provenienza in ragione del proprio orientamento sessuale e/o identità di genere (attuazione concreta della recente risoluzione dell’ONU, co-sponsorizzata dall’Italia, a protezione delle persone LGBT che subiscono persecuzioni nel mondo);
5) Aderire alla rete Ready – Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere;
6) Promuovere la costituzione di un osservatorio (con amministrazioni, prefettura, associazioni, mondo del lavoro) per l’analisi, la prevenzione e la denuncia dei fenomeni di discriminazione e violenza contro le persone LGBT, ivi inclusi gli episodi di bullismo omofobico e di violenza nell'ambito della famiglia;
7) Impegnarsi nel proprio partito/movimento/area politica affinché il legislatore nazionale approvi una normativa specifica che tuteli le cittadine ed i cittadini contro ogni forma di discriminazione legata all'orientamento sessuale e alla identità di genere (impegno già contenuto nella mozione regionale n°4 “MOZIONE PER LA PREVENZIONE E LA LOTTA AD OGNI FORMA DI DISCRIMINAZIONE LEGATA ALL’ORIENTAMENTO SESSUALE E ALLA IDENTITÀ DI GENERE”, approvata all’unanimità);
Area “promozione della salute e del benessere della persona”
8) Aumentare l’informazione, la prevenzione e la cura dell’HIV e delle altre malattie a trasmissione sessuale, mediante campagne di comunicazione mirate ai diversi target e interventi informativi a tutti i livelli contro il pregiudizio e la discriminazione delle persone affette da HIV;
9) Sostenere e promuovere i servizi di ascolto e consulenza (counseling psicologico, medico, legale, per migranti LGBT, gruppi di auto-mutuo-aiuto, etc.) realizzati gratuitamente dalle associazioni;
Area “famiglia, unioni e convivenze”
10) Promuovere forme e strumenti di riconoscimento locale delle unioni tra persone dello stesso sesso, adeguando regolamenti e normative di competenza comunale o sollecitando quelle di enti collegati, nei limiti della legislazione vigente, al fine di rispondere ai bisogni concreti delle coppie LGBT residenti a Verona nel senso sollecitato da più parti e in particolare dalle Istituzioni Europee, dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione;
11) Promuovere l'applicazione dei principi di non discriminazione a tutta l'attività amministrativa, ed in particolare per la fruizione dei servizi comunali, con particolare riferimento alla non discriminazione delle coppie formate da persone dello stesso sesso e dei figli di famiglie omo-genitoriali;
12) Impegnarsi nel proprio partito/movimento/area politica, affinché il legislatore nazionale approvi forme di riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso, nel senso sollecitato da più parti e in particolare dalle Istituzioni Europee, dalla Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione;
Area “socialità, integrazione e turismo”
13) Contribuire alla realizzazione di spazi, iniziative ed eventi che favoriscano la socializzazione e l’organizzazione delle persone LGBT e la piena integrazione nella comunità locale;
14) Promuovere e contribuire alla realizzazione di spazi, iniziative ed eventi atti a favorire un’immagine turistica della città come città accogliente verso le persone LGBT, ovvero come città gay-friendly.

Io sottoscritto candidato/io sottoscritta candidata (barrare qui sotto e, solo nel secondo caso, specificare rispetto a quali punti ci si impegna):
___ mi impegno relativamente a TUTTI i punti sopra esposti.
___ mi impegno relativamente a PARTE dei punti sopra esposti, in particolare i punti seguenti (precisare quali scrivendo i numeri):
_________________________________________________________
NOME E COGNOME Candidato/a: _________________________________

Firma ___________________________________ Verona, lì _______________

Spedire il documento firmato via fax al numero 0455111564 o scannerizzato a presidente@arcigayverona.org

Giovanardi nega l'olocausto dei gay

Ogni volta che il senatore pidiellino CARLO GIOVANARDI apre bocca, ne fa uscire omofobia. Adesso lo scopriamo anche in versione negazionista e da falsificatore storico. Potrebbe essere interessante la sua teoria, come base di un racconto di fantascienza*, ma purtroppo le sue sono parole dette con convinzione, pronunciate senza nessun pudore il giorno della ricorrenza della Liberazione dal Nazifascismo. Il senatore, rispondendo ad un'intervista di Klaus Davi, minimizza l'olocausto verso le altre minoranze "non ebree" perseguitate come zingari, handicappati, testimoni di Geova, dissidenti politici, prigionieri, malati mentali, dicendo che il nazismo ha intrapreso "tutta una serie azioni" anche contro...", "Però ricordo anche che il movimento nazista era largamente rappresentato dai gay perché c’erano gay nazisti ai vertici del partito.” Le parole del senatore CARLO GIOVANARDI, hanno suscitato indignazione e raccapriccio. Le organizzazioni LGBT ed antifasciste chiedono che i vertici e i rappresentanti del suo partito, soprattutto quelli impegnati nelle campagne elettorali per le amministrative prendano le distanze.


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Leggi anche: Arcigay Verona scrive a Giovanardi

Arcigay, grave atto di omofobia: sette ragazzi pestati in discoteca a Luino

Arcigay, grave atto di omofobia: sette ragazzi pestati in discoteca a Luino Sette ragazzi, tra i quali Marco Coppola, Presidente provinciale di Arcigay Verbania e componente della Segreteria nazionale sono stati vittima di una gravissima aggressione omofoba Nel corso della notte a Luino, in provincia di Varese, presso una nota discoteca cittadina nella frazione di Germignaga, sette ragazzi, tra i quali Marco Coppola, Presidente provinciale di Arcigay Verbania e componente della Segreteria nazionale dell'associazione sono stati vittima di una gravissima aggressione omofoba da parte della security del locale. I ragazzi stavano solo ballando su un cubo tra di loro quando, "identificati" come omosessuali, sono stati costretti a scendere, insultati, brutalmente pestati e infine allontanati dal locale. Su richiesta dei ragazzi sono intervenuti i carabinieri e al pronto soccorso dell'ospedale locale sono state prestate loro cure immediate e prodotti i relativi referti. "Questo episodio ", dichiara Paolo Patanè Presidente nazionale di Arcigay , "segna davvero un limite insopportabile. E' tragicamente simbolico che uno dei massimi dirigenti nazionali di Arcigay sia stato vittima di questa spregevole aggressione omofoba. A Marco Coppola e agli altri ragazzi la mia solidarietà, carica di rabbia per la brutalità ingiustificabile e l'odio subito, e per una battaglia che si infrange sempre su un muro di scandaloso silenzio ideologico". "Dov'è la coscienza della politica in questo Paese? Dov'è il legislatore?", continua Patanè che chiede l'immediato intervento delle Istituzioni locali e nazionali e delle Associazioni di categoria nei confronti di quel locale: "lanciamo una denuncia durissima nei confronti di un clima complessivo inasprito dalla crisi economica e sociale e che esige risposte definitive a livello normativo". "L'onorevole Paola Concia, immediatamente allertata, rivolgerà, su nostra richiesta, un'interrogazione parlamentare ai Ministri competenti e ci apprestiamo a denunciare quanto accaduto all'UNAR (Ufficio nazionale antidiscriminazioni) e all'Oscad (Osservatorio contro le discriminazioni delle Forze dell'ordine). Nessuna libertà è autentica per le persone gay, lesbiche e transessuali, se dobbiamo vivere con la paura di mostrarci com'è diritto di tutti. E' necessaria una buona legge contro l'omofobia subito: nessuno ci può chiedere di attendere ancora!", conclude il leader di Arcigay.

Arcigay Pianeta Urano Verona scrive a Giovanardi


Arcigay Pianeta Urano Verona scrive al Senatore (PDL) Carlo Giovanardi, dopo la sua orrenda uscita sul "bacio lesbico".
Gentile Senatore,
non prendiamo oggi la parola per replicare, punto per punto, alle sue più recenti esternazioni sul tema dell'omosessualità. Siamo pienamente consapevoli dei meccanismi mediatici vigenti in questo Paese e dei benefici, in termini di visibilità, che può trarre da dichiarazioni ad effetto, meglio ancora se di stampo reazionario e atte a solleticare l'atavica propensione all'intolleranza di una – ahinoi – larga fetta della popolazione italiana, qualunque personaggio non più sulla cresta dell'onda, che si tratti di cantanti sanremesi o di ex esponenti di governo.
Prova ne è il presente intervento, che ci sta rendendo complici, nostro malgrado, di tali meccanismi, in un'epoca storica in cui sarebbe al contrario urgente dare voce a istanze che non riescono con la stessa facilità ad attirare l'attenzione dei media. Pensiamo a realtà tutt'altro che rare nelle provincie di Verona e Vicenza, che il nostro comitato ha l'onore di rappresentare: giovani, ragazzi e ragazze, costretti all'isolamento e resi ancora più fragili dall'attuale congiuntura economica, che lungi dal favorire la loro indipendenza e la realizzazione dei loro progetti di vita li vincola a famiglie all'interno delle quali si sentono estranei e male accetti; anziani omosessuali (poiché ne esistono, e molti) che si trascinano dietro il peso di una vita trascorsa nella negazione di sé e nella vergogna, senza che l'arrivo di tempi relativamente più liberali abbia contribuito ad alleviare la loro solitudine; e infine, più banalmente, coppie potenzialmente felici che a San Valentino non potranno manifestare liberamente il loro affetto senza che si abbatta su di loro lo stigma di una società educata, da lei come da molti altri suoi colleghi, ad umiliare e a disprezzare l'espressione di sentimenti che nulla hanno a che vedere con funzioni corporali come quelle da lei evocate.Troviamo avvilente che realtà a tal punto complesse e meritevoli di rispetto vengano ridotte ad una questione di organi utilizzati più o meno correttamente o di orifizi di varia natura, come se l'omosessualità non comportasse anche, e forse principalmente, l'omoaffettività. Troviamo rivoltante che il nostro essere più profondo, ciò che plasma e condiziona – che lo si voglia o meno – numerosi e non secondari aspetti della nostra esistenza, a partire dal nostro rapportarci al mondo esterno, serva da pretesto a dichiarazioni di pessimo gusto o a considerazioni moralistiche spicciole, che nemmeno rendono onore – crediamo – al patrimonio culturale del cristianesimo che lei ritiene probabilmente di contribuire a salvaguardare, ignorando che proprio tale atteggiamento di ostinata e miope  chiusura, non più condiviso dalla maggioranza dei credenti in Italia, rischia di nuocere alla causa di questa religione, che non è nata per accanirsi contro chi, come detto, già si trova in gravi condizioni di isolamento, di discriminazione e di sofferenza, né tanto meno può appiattirsi sul versante opposto rispetto alla spiritualità, quello appunto delle funzioni corporali, degli organi e degli orifizi.Auspichiamo pertanto, per concludere, che in futuro il dialogo con chi come lei rappresenta le istituzioni di questo Paese possa svolgersi con modalità maggiormente rispettose della dignità umana e con l'impiego di argomentazioni più consone ad una tematica assai più articolata e profonda di quanto lei voglia credere, e sulla quale la invitiamo a documentarsi senza preconcetti o preclusioni.Nella speranza che le nostre parole trovino ascolto, le porgiamo i nostri più cordiali saluti.  Verona, 14 febbraio 2012

Per il Comitato Arcigay Pianeta Urano Verona

Michele Breveglieri
Laura Pesce
Giovanna Bassan
Daniele Speziari
Raffaele Ladu
Zeno Menegazzi
Fabrizio Collareda

nonostante la scarsa considerazione in cui meriterebbe di essere tenuto il personaggio, abbiamo comunque ritenuto di reagire alle più recenti dichiarazioni dell'ex esponente del governo Berlusconi, Carlo Giovanardi. Vi mando di seguito: (1) la nostra risposta; (2) una versione leggermente modificata che ciascuno/a di voi può copiare e incollare e inviare all'indirizzo:  giovanardi_c@posta.senato.it .

Scrivete anche voi al Senatore Giovanardi!
(Testo Modello)
Verona, 14 febbraio 2012

Gentile Senatore,
mi rivolgo a lei per replicare, punto per punto, alle sue più recenti esternazioni sul tema dell'omosessualità. Come tutti, sono pienamente consapevole dei meccanismi mediatici vigenti in questo Paese e dei benefici, in termini di visibilità, che può trarre da dichiarazioni ad effetto, meglio ancora se di stampo reazionario e atte a solleticare l'atavica propensione all'intolleranza di una – ahimè – larga fetta della popolazione italiana, qualunque personaggio non più sulla cresta dell'onda, che si tratti di cantanti sanremesi o di ex esponenti di governo. Prova ne è il presente messaggio, che mi sta rendendo complice, mio malgrado, di tali meccanismi, in un'epoca storica in cui sarebbe al contrario urgente dare voce a istanze che non riescono con la stessa facilità ad attirare l'attenzione dei media. Penso a realtà tutt'altro che rare nelle varie provincie italiane: giovani, ragazzi e ragazze, costretti all'isolamento e resi ancora più fragili dall'attuale congiuntura economica, che lungi dal favorire la loro indipendenza e la realizzazione dei loro progetti di vita li vincola a famiglie all'interno delle quali si sentono estranei e male accetti; anziani omosessuali (poiché ne esistono) che si trascinano dietro il peso di una vita trascorsa nella negazione di sé e nella vergogna, senza che l'arrivo di tempi relativamente più liberali abbia contribuito ad alleviare la loro solitudine; e infine, più banalmente, coppie potenzialmente felici che a San Valentino non possono manifestare liberamente il loro affetto senza che si abbatta su di loro lo stigma di una società educata, da lei come da molti altri suoi colleghi, ad umiliare e a disprezzare l'espressione di sentimenti che nulla hanno a che vedere con funzioni corporali come quelle da lei evocate.
Trovo francamente avvilente che realtà a tal punto complesse e meritevoli di rispetto vengano ridotte ad una questione di organi utilizzati più o meno correttamente o di orifizi di varia natura, come se l'omosessualità non comportasse anche, e forse principalmente, l'omoaffettività. Trovo allo stesso modo rivoltante che il nostro essere più profondo, ciò che plasma e condiziona – che lo si voglia o meno – numerosi e non secondari aspetti della nostra esistenza di omosessuali, a partire dal nostro rapportarci al mondo esterno, serva da pretesto a dichiarazioni di pessimo gusto o a considerazioni moralistiche spicciole, che nemmeno rendono onore – credo – al patrimonio culturale del cristianesimo che lei ritiene probabilmente di contribuire a salvaguardare, ignorando che proprio tale atteggiamento di ostinata e miope  chiusura, non più condiviso dalla maggioranza dei credenti in Italia, rischia di nuocere alla causa di questa religione, che non è nata per accanirsi contro chi, come detto, già si trova in gravi condizioni di isolamento, di discriminazione e di sofferenza, né tanto meno può appiattirsi sul versante opposto rispetto alla spiritualità, quello appunto delle funzioni corporali, degli organi e degli orifizi.
Auspico pertanto, per concludere, che in futuro il dialogo fra la nostra comunità e chi come lei rappresenta le istituzioni di questo Paese possa svolgersi con modalità maggiormente rispettose della dignità umana e con l'impiego di argomentazioni più consone ad una tematica assai più articolata e profonda di quanto lei voglia credere, e sulla quale la inviterei a documentarsi senza preconcetti o preclusioni.
Nella speranza che le mie parole trovino ascolto, le porgo i nostri più cordiali saluti.