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MOVIMENTI LGBT - Incontro seminariale - Verona 24 settembre 2014

Segnaliamo con piacere questo interessante incontro:
Minority politics, social movements and equal rights: the Italian inter-associative LGBT activism - Incontro seminariale organizzato nell’ambito del progetto “LGBT Act” finanziato dal FP7 dell’Unione Europea Marie Curie Actions n. 328404 

MOVIMENTI LGBT
modelli, strategie, etica della ricerca in contesto militante
24 settembre 2014, ore 15.00 Aula Riunioni - Palazzo Zorzi,
secondo piano


Lungadige Porta Vittoria 17, Verona
Massimo Prearo, Marie Curie Fellow - Politesse / Università di Verona Discussant: Elisa A.G. Arfini, sociologa, ricercatrice – Università di Bologna

Come fare la storia politica dei movimenti lesbici, gay, bisessuali e transgender (LGBT)? Nell’ambito del ciclo seminariale “Modus operandi” del Centro di ricerca Politesse (a.a 2014-2015), questo primo incontro propone una riflessione sulle logiche di implementazione della ricerca, basandosi sul caso dei movimenti LGBT francesi e italiani. Verranno discussi alcuni modelli teorici della sociologia dei movimenti sociali applicati alle mobilitazioni LGBT per evidenziarne il potenziale euristico e i limiti. Allo stesso tempo, si interrogheranno il posizionamento del soggetto della ricerca in un contesto militante e le forme di intervento e di partecipazione alle quali il ricercatore è chiamato in virtù di una presunta autorità accademica. Quali problemi di ordine epistemologico e metodologico implica la produzione di un sapere scientifico su forme di attivismo che mirano all’affermazione di un’autonomia politica? In altri termini, un’etica della non interferenza può rivelarsi praticabile e sostenibile?

Politesse: Politiche e teorie della sessualità


:: Scarica la locandina

Arcigay: Monti Europeo o Vaticano?

Con una dichiarazione alla trasmissione “Lo Spoglio” di SkyTg 24 contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso, Mario Monti getta finalmente la maschera e dimostra la sua conversione da leader Europeo a bulldozer del Vaticano. Dopo aver assisitito al passo indietro di Alessio De Giorgi, unico candidato gay visibile nel suo partito, impallinato dalle destre con il metodo Boffo e non difeso da Monti, siamo costretti ad ascoltare una sua dichiarazione contro le famiglie omosessuali buona per le peggiori teocrazie e il più deleterio fondamentalismo. Evidentemente i lunghi anni passati in Europa non gli sono serviti a niente: diversi paesi europei hanno infatti ampiamente approvato leggi di tutela e piena parità per le famiglie di omosessuali e lesbiche. L’ex Capo di Governo, che probabilmente era distratto, propone oggi un programma politico che discriminerà gli omosessuali senza dare finalmente una soluzione alla questione aperta dei loro diritti umani negati. L’uscita di Monti di oggi, esattamente come quelle di Berlusconi, Casini, e altri su questi temi, rappresentano perfettamente chi vuole tener ancorato questo paese ad un medioevo economico e sociale, per fare i privilegi di pochi.

Flavio Romani, presidente Arcigay

Arcigay Pianeta Urano Verona scrive a Giovanardi


Arcigay Pianeta Urano Verona scrive al Senatore (PDL) Carlo Giovanardi, dopo la sua orrenda uscita sul "bacio lesbico".
Gentile Senatore,
non prendiamo oggi la parola per replicare, punto per punto, alle sue più recenti esternazioni sul tema dell'omosessualità. Siamo pienamente consapevoli dei meccanismi mediatici vigenti in questo Paese e dei benefici, in termini di visibilità, che può trarre da dichiarazioni ad effetto, meglio ancora se di stampo reazionario e atte a solleticare l'atavica propensione all'intolleranza di una – ahinoi – larga fetta della popolazione italiana, qualunque personaggio non più sulla cresta dell'onda, che si tratti di cantanti sanremesi o di ex esponenti di governo.
Prova ne è il presente intervento, che ci sta rendendo complici, nostro malgrado, di tali meccanismi, in un'epoca storica in cui sarebbe al contrario urgente dare voce a istanze che non riescono con la stessa facilità ad attirare l'attenzione dei media. Pensiamo a realtà tutt'altro che rare nelle provincie di Verona e Vicenza, che il nostro comitato ha l'onore di rappresentare: giovani, ragazzi e ragazze, costretti all'isolamento e resi ancora più fragili dall'attuale congiuntura economica, che lungi dal favorire la loro indipendenza e la realizzazione dei loro progetti di vita li vincola a famiglie all'interno delle quali si sentono estranei e male accetti; anziani omosessuali (poiché ne esistono, e molti) che si trascinano dietro il peso di una vita trascorsa nella negazione di sé e nella vergogna, senza che l'arrivo di tempi relativamente più liberali abbia contribuito ad alleviare la loro solitudine; e infine, più banalmente, coppie potenzialmente felici che a San Valentino non potranno manifestare liberamente il loro affetto senza che si abbatta su di loro lo stigma di una società educata, da lei come da molti altri suoi colleghi, ad umiliare e a disprezzare l'espressione di sentimenti che nulla hanno a che vedere con funzioni corporali come quelle da lei evocate.Troviamo avvilente che realtà a tal punto complesse e meritevoli di rispetto vengano ridotte ad una questione di organi utilizzati più o meno correttamente o di orifizi di varia natura, come se l'omosessualità non comportasse anche, e forse principalmente, l'omoaffettività. Troviamo rivoltante che il nostro essere più profondo, ciò che plasma e condiziona – che lo si voglia o meno – numerosi e non secondari aspetti della nostra esistenza, a partire dal nostro rapportarci al mondo esterno, serva da pretesto a dichiarazioni di pessimo gusto o a considerazioni moralistiche spicciole, che nemmeno rendono onore – crediamo – al patrimonio culturale del cristianesimo che lei ritiene probabilmente di contribuire a salvaguardare, ignorando che proprio tale atteggiamento di ostinata e miope  chiusura, non più condiviso dalla maggioranza dei credenti in Italia, rischia di nuocere alla causa di questa religione, che non è nata per accanirsi contro chi, come detto, già si trova in gravi condizioni di isolamento, di discriminazione e di sofferenza, né tanto meno può appiattirsi sul versante opposto rispetto alla spiritualità, quello appunto delle funzioni corporali, degli organi e degli orifizi.Auspichiamo pertanto, per concludere, che in futuro il dialogo con chi come lei rappresenta le istituzioni di questo Paese possa svolgersi con modalità maggiormente rispettose della dignità umana e con l'impiego di argomentazioni più consone ad una tematica assai più articolata e profonda di quanto lei voglia credere, e sulla quale la invitiamo a documentarsi senza preconcetti o preclusioni.Nella speranza che le nostre parole trovino ascolto, le porgiamo i nostri più cordiali saluti.  Verona, 14 febbraio 2012

Per il Comitato Arcigay Pianeta Urano Verona

Michele Breveglieri
Laura Pesce
Giovanna Bassan
Daniele Speziari
Raffaele Ladu
Zeno Menegazzi
Fabrizio Collareda

nonostante la scarsa considerazione in cui meriterebbe di essere tenuto il personaggio, abbiamo comunque ritenuto di reagire alle più recenti dichiarazioni dell'ex esponente del governo Berlusconi, Carlo Giovanardi. Vi mando di seguito: (1) la nostra risposta; (2) una versione leggermente modificata che ciascuno/a di voi può copiare e incollare e inviare all'indirizzo:  giovanardi_c@posta.senato.it .

Scrivete anche voi al Senatore Giovanardi!
(Testo Modello)
Verona, 14 febbraio 2012

Gentile Senatore,
mi rivolgo a lei per replicare, punto per punto, alle sue più recenti esternazioni sul tema dell'omosessualità. Come tutti, sono pienamente consapevole dei meccanismi mediatici vigenti in questo Paese e dei benefici, in termini di visibilità, che può trarre da dichiarazioni ad effetto, meglio ancora se di stampo reazionario e atte a solleticare l'atavica propensione all'intolleranza di una – ahimè – larga fetta della popolazione italiana, qualunque personaggio non più sulla cresta dell'onda, che si tratti di cantanti sanremesi o di ex esponenti di governo. Prova ne è il presente messaggio, che mi sta rendendo complice, mio malgrado, di tali meccanismi, in un'epoca storica in cui sarebbe al contrario urgente dare voce a istanze che non riescono con la stessa facilità ad attirare l'attenzione dei media. Penso a realtà tutt'altro che rare nelle varie provincie italiane: giovani, ragazzi e ragazze, costretti all'isolamento e resi ancora più fragili dall'attuale congiuntura economica, che lungi dal favorire la loro indipendenza e la realizzazione dei loro progetti di vita li vincola a famiglie all'interno delle quali si sentono estranei e male accetti; anziani omosessuali (poiché ne esistono) che si trascinano dietro il peso di una vita trascorsa nella negazione di sé e nella vergogna, senza che l'arrivo di tempi relativamente più liberali abbia contribuito ad alleviare la loro solitudine; e infine, più banalmente, coppie potenzialmente felici che a San Valentino non possono manifestare liberamente il loro affetto senza che si abbatta su di loro lo stigma di una società educata, da lei come da molti altri suoi colleghi, ad umiliare e a disprezzare l'espressione di sentimenti che nulla hanno a che vedere con funzioni corporali come quelle da lei evocate.
Trovo francamente avvilente che realtà a tal punto complesse e meritevoli di rispetto vengano ridotte ad una questione di organi utilizzati più o meno correttamente o di orifizi di varia natura, come se l'omosessualità non comportasse anche, e forse principalmente, l'omoaffettività. Trovo allo stesso modo rivoltante che il nostro essere più profondo, ciò che plasma e condiziona – che lo si voglia o meno – numerosi e non secondari aspetti della nostra esistenza di omosessuali, a partire dal nostro rapportarci al mondo esterno, serva da pretesto a dichiarazioni di pessimo gusto o a considerazioni moralistiche spicciole, che nemmeno rendono onore – credo – al patrimonio culturale del cristianesimo che lei ritiene probabilmente di contribuire a salvaguardare, ignorando che proprio tale atteggiamento di ostinata e miope  chiusura, non più condiviso dalla maggioranza dei credenti in Italia, rischia di nuocere alla causa di questa religione, che non è nata per accanirsi contro chi, come detto, già si trova in gravi condizioni di isolamento, di discriminazione e di sofferenza, né tanto meno può appiattirsi sul versante opposto rispetto alla spiritualità, quello appunto delle funzioni corporali, degli organi e degli orifizi.
Auspico pertanto, per concludere, che in futuro il dialogo fra la nostra comunità e chi come lei rappresenta le istituzioni di questo Paese possa svolgersi con modalità maggiormente rispettose della dignità umana e con l'impiego di argomentazioni più consone ad una tematica assai più articolata e profonda di quanto lei voglia credere, e sulla quale la inviterei a documentarsi senza preconcetti o preclusioni.
Nella speranza che le mie parole trovino ascolto, le porgo i nostri più cordiali saluti.

FACCIAMO BRECCIA CHIEDE L'OSCURAMENTO DI GAYNEWS

"FACCIAMO BRECCIA" CHIEDE L'OSCURAMENTO DI GAYNEWS.IT No alle censura del pm: "diritto di critica e di libera manifestazione del pensiero"

venerdì 22 agosto 2008 , Fonte: ANSA, GAY NEWS

BOLOGNA, 22 AGO - C'e' uno strascico legale, tutto interno al movimento omosessuale, del Gay pride di Bologna del 28 luglio.
All'origine della vicenda, c'e' la tentata incursione (non autorizzata) di Graziella Bertozzo, militante del coordinamento 'Fare breccia', sul palco del Gay Pride. La militante venne portata in Questura e denunciata per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Secondo gli organizzatori Bertozzo aveva 'assunto atteggiamenti pesantemente offensivi e fisicamente violenti costringendo una delle volontarie a richiedere il supporto delle forze dell'ordine'. 'Facciamo Breccia' aveva replicato sottolineando che 'non si era mai vista la polizia legittimata sul palco di un pride: il concetto di 'sicurezza' messo in opera e' risultato un'azione violentemente repressiva e diffamatoria contro un'attivista riconosciuta da tutte e tutti'.Ora Bertozzo, insieme ad altre due persone, ha presentato querela nei confronti di alcuni esponenti del mondo gay che erano intervenuti sull'episodio, tra cui Franco Grillini, e anche contro un quotidiano. Inoltre ha richiesto di oscurare alcuni siti, tra cui gaynews.it e gay.it, ma il Pm Luigi Perisco, che in questi giorni regge la Procura di Bologna, ha respinto l'istanza. Nel provvedimento Persico ricorda che all'origine ci fu una pubblica manifestazione che desto' l'interesse della pubblica opinione. Il magistrato si e' rifatto al diritto di critica e di libera manifestazione del pensiero sottolineato che il sequestro dei siti sarebbe limitativo di un aspetto che attiene alla essenza stessa della democrazia.Il Pm ha poi trasmesso la vicenda al Gip, che avra' l'ultima parola sulla richiesta di sequestro. (ANSA )

Zan escluso da Sinistra Arcobaleno

Zan escluso da Sinistra Arcobaleno, bene le candidature DeSimone e Luxuria
Siamo molto dispiaciuti per l'esclusione di Alessandro Zan,presidente veneto e della Segreteria nazionale di Arcigay,dalle liste di Sinistra Arcobaleno. I partiti padovanidell'alleanza avevano sottoscritto un documento a sostegnodella sua candidatura, e tutte le realtà territoriali venetedi Arcigay avevano chiesto un segnale positivo. Purtroppo,così com'è avvenuto anche per altre candidature indipendenti, il tavolo nazionale ha escluso un'assunzione collettiva diqueste figure, determinando nei fatti un veto incrociato,che ha tolto cosi spazio a personalità che avrebberocertamente dato il senso di un'apertura nei confronti dellasocietà civile e dell'associazionismo.
Siamo inoltre ancora in attesa di conoscere in qualeposizione sarà collocata la candidatura di GianpaoloSilvestri, fondatore Arcigay e senatore uscente.
Per quanto riguarda Sinistra Arcobaleno salutiamopositivamente le candidure delle due parlamentari uscentiTitti De Simone e Vladimir Luxuria, rispettivamentecapolista in Basilicata e in seconda posizione in Sicilia 1.Come per tutti i candidati del movimento omosessuali e peratri candidati lgbt presenti in altre liste, Arcigay lesosterrà convintamente.

Aurelio Mancuso
Presidente nazionale Arcigay

Arcigay non dà nessuna indicazione di voto ai partiti

Sono terminati il 2 marzo gli Stati Generali di Arcigay tenutisi a Bologna all'hotel I Portici. Obiettivo dell'associazione era quello di raggiungere una sintesi politica fra i vari comitati territoriali dell'associazione per stabilire un orientamento rispetto alle prossime elezioni politiche ed amministrative.
Arcigay conferma il suo non allineamento, e quindi nessuna indicazione di voto, nei confronti dei partiti e delle alleanze che concorreranno alle elezioni politiche del 2008.
Arcigay, recependo l'indicazione espressa dal presidente nazionale di estendere l'incompatibilità esistente tra segretario e presidente e cariche elettive e di partito, ha deciso di approvare un ordine del giorno in cui si estende la medesima incompatibilità anche ai componenti della segreteria nazionale gia all'atto della accettazione della candidatura.
L'associazione ha precisato la sua netta e chiara indicazione di non votare alcun partito del centro destra e della destra estrema responsabili nel nostro paese del clima d'odio e di omofobia, che tra l'altro si concretizza anche con atti di violenza fino ad arrivare all'assassinio di persone lgbt.
La più grande associazione nazionale lesbica e gay del paese indica inoltre di non sostenere i candidati e le candidate esplicitamente omofobi che, con dichiarazioni pubbliche o atti parlamentari, abbiano offeso la dignità delle persone omosessuali.
Arcigay ribadisce il proprio sostegno a tutti e a tutte i candidati lgbt espressione diretta del movimento fra cui Franco Grillini, Gianpaolo Silvestri, Titti De Simone e Wladimir Luxuria. Si attendono ancora risposte da parte del Pd in particolare sulle candidature di Sergio Lo Giudice, presidente onorario di Arcigay e consigliere comunale di Bologna, e di Andrea Benedino, ex portavoce del tavolo delle lesbiche e dei gay del Pd ed assessore al comune di Ivrea.
In ogni territorio, dove è presente l'associazione, i tavoli provinciali di Arcigay sottoporranno ai candidati dei partiti del centro sinistra e della sinistra, collocati in posizione eleggibile, la piattaforma rivendicativa del Roma Pride 2007. Chi la sottoscriverà e si impegnerà a formare un intergruppo nel Parlamento italiano fra i sottoscrittori della soprascritta piattaforma avrà il nostro esplicito sostegno, sia a livello locale sia a livello nazionale.

Aurelio Mancuso
presidente nazionale Arcigay

Il testo completo del documento approvato dal consiglio nazionale del 2 marzo 2008

L'Ordine del Giorno su autonomia politica e incombatibilità

Pacs, Dico, Cus, Matrimonio - Dibattito a Verona

ARCIGAY PIANETA URANO VERONA
e ARCILESBICA "Juliette & Juliette" Verona


Organizzano

Le prospettive dei diritti in italia:tra modernità e controriforma.

Pacs, Dico, Cus, Matrimonio, Legge contro l’omofobia ed altro ancora.
C’è un futuro per i diritti civili nell’Italia delle nuove famiglie
sempre più numerose o ci sarà un ritorno al passato?

SERATA DIBATTITO

NE DISCUTIAMO CON
On.Titti De Simone - PRC (Sinistra Arcobaleno)
On.Franco Grillini - (Partito Socialista) e Presidente onorario Arcigay
Sen. Giampaolo Silvestri - Verdi (Sinistra Arcobaleno)
Alessandro Zan - Presidente LINFA (Lega Italiana Nuove Famiglie)
Modera la serata: Michele Breveglieri - Arcigay Verona


VENERDI' 29 FEBBRAIO 2008
SALA CIVICA S. GIACOMO
Circoscrizione 5 ( Di fronte al Policlinico di B.go Roma ) - VERONA

13/14 RAGIONI PER (E NON) VOTARE

13/14 RAGIONI PER (E NON) VOTARE
di Aurelio Mancuso (Presidente Nazionale Arcigay)

NON VOTARE


1 – Non votare perché questa classe dirigente del centro sinistra italiana deve andare tutta a casa.

2 –Non votare perché per colpa dell’inettitudine di questa classe politica torna a governare Berlusconi.

3 – Non votare perché nemmeno una delle promesse fatte prima, durante e dopo la campagna elettorale alla comunità lgbt è stata mantenuta

4 – Non votare perché siamo state e stati presi per il culo (quando ce vo’ ce vo’), con proposte come i Dico, con sceneggiate come il decreto sulla sicurezza dove si sono volute introdurre norme sbagliate sulle discriminazioni.

5 – Non votare perché tanto tornerà una destra ancora più forte per colpa del centro sinistra, che se possibile cercherà di peggiorare le condizioni di vita e restringere le libertà di tutte e di tutti noi.

6 – Non votare perché Rutelli ha voluto la Binetti, che dal niente è diventata una delle persone più potenti d’Italia, offendendoci tutti i giorni senza una degna reazione da parte di dirigenti del centro sinistra

7 – Non votare perché continuano ad ucciderci, violentare, discriminare, e il governo non ha fatto nulla, il Parlamento neppure, nell’indifferenza generale, a volte con l’appoggio culturale di alcune e di alcuni.

8 – Non votare in nome di Matteo, che si è gettato da un balcone pugnalandosi perché non sopportava più di essere molestato perché "accusato" d’essere gay. Questa cattiva politica non si è commossa, non ha mosso un dito: lo hanno ucciso due volte

9 – Non votare perché in nome delle donne violentate e uccise si è tentato di approvare norme razziste, mentre il 90% delle violenze si consumano in famiglia o negli ambienti conosciuti.

10 – Non votare perché le poche donne che saranno elette non conteranno niente, molte di loro saranno state designate dal capo maschio eterosessuale dominante, che al limite gli metterà a disposizion dicasteri senza portafogli e senso.

11 – Non votare perché mentre le famiglie non arrivano a fine mese, i giovani non guadagnano più di mille euro (quando sono fortunati), e si inventano campagne criminali ad hoc per rimettere in discussione l’ottima legge 194. Perché il baratro valoriale e di dignità di uno Stato in putrefazione, seppellitto da tonnellate d’immondizia accumulata dal sottobosco politico delinquenziale, si nasconde meglio tra i fumi dei turiboli della difesa della vita, o meglio dell’eternità di poteri avidi e responsabili dello sfacelo storico di un paese martoriato.

12 – Non votare perché per strada le facce sono scure, gli individui stanchi di treni che non partono e non arrivano mai, di servizi vergognosi, d’ospedali zeppi di primari che sanno cos’è una tessera di partito e il bisturi lo hanno intravisto nei telefilm.

13 – Non votare perché, non un giovane che verrà candidato o eletto avrà la possibilità di cacciare via una classe gerontocratica, bulimica, gelosa dei propri tanti poteri, sostenuti da un potere ancora più forte, nascosto, impalpabile, che corrompe da sempre la possibilità che lo Stato italiano sia finalmente una vera entità.

14 – Non votare perché di là da chi vince, il vero capo del governo sarà il cardinale Ruini, che non ha bisogno di campagne elettorali, perché ricatta quasi tutti i partiti, li addomestica, li blandisce, gli succhia miliardi d’euro per organizzare le sue truppe, che servono a mantenere un potere in profonda crisi, ma con le casse piene.

VOTARE

1 – Votare perché se no Berlusconi non solo vince ma ci travolge tutte e tutti, potendo così comandare davvero.

2 – Votare perché non tutto è perduto, da qualche parte si può ricostruire se non un centro sinistra almeno una sinistra nuova, ancora divisa ma nel futuro, forse, veramente unita

3 – Votare perché è possibile scegliere tra i programmi e i partiti. Perché in questa situazione di gran casino, almeno tutti dovranno dire davvero come la pensano

4 – Votare perché è possibile scegliere, speriamo, partiti che in modo chiaro diranno che vogliono il riconoscimento dei nostri diritti, che difendono la laicità, che vogliono contrastare il medioevo culturale e sociale in cui siamo sprofondate e spronfondati.

5 – Votare perché esiste e resiste ancora un’altra Italia, quella che non si piega, che non crede che queste elezioni potranno distruggere quel minimo d’agibilità sociale e politica che ancora rimane in piedi

6 – Votare perché ci sono ancora in giro politiche e politici onesti, che pensano al bene comune, che non condividono il dilagante conformismo e s’impegnano davvero.

7 – Votare perché dopo queste elezioni è possibile che la sinistra e il centro sinistra ripensino al loro ruolo nella società, comprendano che il passato non torna, ma anche l’illusione del modernismo asettico non porta da nessuna parte.

8 – Votare perché è un diritto dovere costituzionale, che va difeso con le unghie e con i denti, perché se si allarga l’area del non voto, sempre più i poteri forti faranno a meno di noi.

9 – Votare perché la povera gente, le persone pulite, le donne e gli uomini che la mattina si alzano, vanno a lavorare, con fatica, con dignità, tirando la cinghia, non si possono permettere il lusso che altri per loro decidano.

10 – Votare perché la democrazia, la partecipazione, l’azione, sono conquiste che ci hanno consegnato le nostre madri e i nostri padri partigiani, resistenti, che hanno davvero versato sangue e rinunciato a vite per conquistare la libertà.

11 – Votare perché l’Italia è uno dei più bei paesi del mondo, e nonostante gli squarci, le ferite profonde, le offese, al suo ambiente, al suo patrimonio culturale e storico, alle sue tante qualità, continua a vivere e abbiamo il dovere di coltivare una fiducia ragionata.

12 – Votare perché aiutare chi fa onestamente il suo lavoro, i tanti servitori dello Stato, della magistratura, del welfare, delle amministrazioni è un dovere d’ogni cittadina e d’ogni cittadino; scegliendo bene, anche tra queste orrende liste bloccate.

13 – Votare perché Fini, Berlusconi, Mastella, Binetti, andranno a votare, e non si può arrabbiarsi con una classe politica devastante come quella del centro sinistra e poi fare lo stesso errore: non essere capaci di scegliere.

Come vedete non è facile decidere…. Però bisogna parlarne con schiettezza e poi farsi un’opinione. Attendo le vostre.

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OMOFOBIA E MOLESTIE INSISTENTI: SI' AL PERCORSO SEPARATO DELLA LEGGE

Lo stralcio era stato proposto da Franco Grillini (Sd) con
l'appoggio di Forza Italia
giovedì 18 ottobre 2007 , di L'Unità

Sì dell'aula della Camera allo stralcio delle proposte
di legge sull'omofobia e sullo «stalking» (le molestie
insistenti e violente) dal disegno di legge del governo
sulla violenza. Lo stralcio era stato proposto da Franco
Grillini (Sd) con l'appoggio di Forza Italia. La proposta
di stralcio è passata con 388 di differenza. A votare no
è stato solo il gruppo della Lega.

«È un passo avanti importante che ovviamente non
esaurisce l'impegno del governo e Parlamento», ha detto
il ministro per le Pari opportunità Barbara Pollastrini.
«Occorre impegnarsi - ha aggiunto il ministro - anche
sulla terza parte del provvedimento, quella sulla «tutela
delle vittime di violenza sessuale e sulla certezza della
pena per i colpevoli».

Il reato di «stalking» (la cosiddetta molestia
insistente, reato non previsto dal nostro codice penale,
dall'inglese "to stalk": fare la posta), è un
fenomeno in crescita, realizzato soprattutto attraverso la
posta elettronica. Come rileva il rapporto Eurispes Italia
2007, presentato lo scorso gennaio. Da quando, infatti, la
rete è diventata uno strumento di comunicazione personale
per milioni di persone in tutto il mondo, hanno cominciato a
verificarsi, con sempre maggiore frequenza, casi di minacce,
intimidazione, molestie e persecuzione, attuati attraverso i
servizi classici di Internet: e-mail (80% dei casi) e chat.
L'analisi investigativa del «cyberstalking», condotta
dalla Computer investigation technology unit del
dipartimento di polizia di New York - su un campione di casi
investigati dal 1996 al 2000 - ha evidenziato una tipologia
abbastanza ricorrente di molestatore: maschio, 25 anni; e di
vittima: donna, 35 anni; nonchè l'utilizzo primario
dell'e-mail come strumento di stalking.

Soddisfatto Franco Grillini, presidente onorario
dell'Arcigay e deputato della Costituente Socialista:
«Lo stralcio significa che sia il nuovo reato di molestia
insistente che quello di omofobia, verranno discussi in sede
legislativa direttamente nella commissione Giustizia e che
sarà possibile l'approvazione entro l'anno».

Ribadita a Prodi l'insoddisfazione del movimento GLBT










Comunicato stampa:
Ribadita a Prodi la nostra profonda insoddisfazione Una delegazione dei promotori della manifestazione del 20 ottobre, nel quale era presente il presidente nazionale Arcigay, ha incontrato il Presidente del Consiglio


Ufficio stampa Arcigay, 18 ottobre 2007

Il Presidente nazionale di Arcigay Aurelio Mancuso ha incontrato questa mattina, insieme ad una delegazione dei promotori della manifestazione del 20 ottobre, il Presidente del Consiglio Romano Prodi.
Romano Prodi Durante l'incontro Mancuso ha esposto la diffusa insoddisfazione del movimento lgbt (lesbico, gay, bisessuale e transessuale) rispetto all'azione di Governo."Il tema centrale del riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali – ha esordito Mancuso - è stato nei fatti abbandonato e questo significa, che nemmeno da questa legislatura le cittadine e i cittadini lgbt otterranno quei diritti di cui godono i gay e le lesbiche di venti paesi europei".Su questo punto Romano Prodi ha convenuto, che il movimento ha ragione di protestare e si è detto dispiaciuto di non aver potuto convincere tutta la maggioranza di sostenere il provvedimento elaborato dal governo."Ho chiesto al Presidente del Consiglio – prosegue il presidente Arcigay – di garantire perlomeno il sostegno di tutta la maggioranza rispetto al provvedimento di estensione della legge Mancino per i reati d'odio contro le persone lgbt che, insieme allo stalking, sarà discusso in sede legislativa dalla Commissione Giustizia della Camera".Durante l'incontro tutta la delegazione composta da Piero Sansonetti, direttore di Liberazione, da Gabriele Polo, direttore del Manifesto, da Laura Spezia, componente della segreteria della Fiom e dalla femminista Bianca Pomeranzi, ha insistito sulla necessità che il governo sia sensibile e dia risposte sia rispetto al precariato sociale e sia nei confronti dei diritti civili.
Mancuso ha inoltre evidenziato che il movimento lgbt è portatore di valori ed idee che vogliono contribuire al miglioramento delle condizioni concrete e delle aspirazioni collettive ed individuali di tutti i cittadini.Questo pomeriggio una delegazione dei promotori della manifestazione del 20 di ottobre incontrerà il Presidente del Senato, Franco Marini; tra i componenti della delegazione anche Aurelio Mancuso e la Presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di Roma, Rossana Praitano.