Se Arcigay fosse come la mafia...

Che il nostro paese sia ormai in balia di gente senza nessun pudore morale e buon gusto è sotto gli occhi di tutti. C'è chi manifesta "in piedi" per negare il diritto alla felicità e all'amore di altri cittadini e non si accorge di essere "in ginocchio" davanti a corrotti, potenti spregiudicati (o pregiudicati) e mafiosi. Le parole pesanti, le dichiarazioni, le offese e le strampalate teorie sulle persone LGBT* sono all'ordine del giorno su carta stampata, media e social vari. Sembra un film di fantascienza senza fine, la campagna d'odio con teorie fasulle (Teoria o ideologia del Gender) create a tavolino per inculcare nelle menti di tanta gente ignara e ignorante un pericolo che non esiste.
Le persone LGBT* non sono un pericolo per nessuno, ma c'è chi su quest'odio vuole costruire la propria carriera, sia questa politica, di giornalista o altro. 
Ne abbiamo sentite di tutti i colori, dalla GAYSTAPO ai Gay amici del satanismo, fino all'ultima perla del senatore azzurro Malan che ha definito la nostra associazione "come la Mafia". Riportiamo sotto un'articolo di Alessandro Pinarello (Resp. giovani di Arcigay Padova) pubblicaro su Gayburg.

Se Arcigay fosse come la mafia, ne guadagneremmo in funerali.

Se Arcigay fosse davvero un'associazione di stampo simil-mafioso (come insinuò tra le righe il buontempone senator Malan), avrebbero riservato a tutte le vittime di omofobia funerali sfarzosi, con elicotteri che lanciano preservativi e trombe che suonano tutta la discografia di Boy George. Purtroppo noi di Arcigay non veniamo mai invitati a deliziose cene di pesce con Alemanno, Buzzi, Casamonica e Carminati. Al massimo ci prendiamo un aperitivo analcolico con Grillini e Mancuso.
La Chiesa cattolica, soprattutto nelle sue frange più estremiste, da anni perpetua campagne d’odio, vere e proprie crociate, contro la comunità LGBT puntando sulle paure delle persone, con la diffusione di teorie componentistiche (Gender e simili) condite da negazionismo di qualsiasi atto di omofobia. Addirittura nei casi in cui, disgraziatamente, ci scappa il morto. Vogliamo ricordare ancora una volta la dichiarazione folle del segretario di stato Vaticano (il vicentino Pietro Parolin)? Le nozze gay? Se non ricordo male parlò di una pesante sconfitta per l’umanità. Sappiamo tutti cos'è successo a Roma. Inutile rubare nuovamente tempo ai dettagli di questa oscena vicenda. Se le persone LGBT sono perverse, malate e contro-natura al punto di infliggere sconfitte al genere umano e perciò non meritevoli di diritti civili, i mafiosi cosa sono? Se Piergiorgio Welby, colpevole di essersi sottoposto volentieri a eutanasia, non venne considerato degno di funerale cattolico, i mafiosi cosa sono? “Hai conquistato Roma, ora conquisterai il paradiso!”. Questa la frase migliore del funerale holliwoodiano riservato al boss Casamonica, mentre l’orchestra suonava il tema principale de “Il Padrino”. Che dire, sono fiero di andare all'inferno. Il sacerdote ha precisato ai microfoni di Sky: «Ho fatto semplicemente il mio lavoro, il mio mestiere». Guai che qualcuno possa considerarla una vocazione! In effetti non lo è, le vocazioni non dovrebbero essere stipendiate… Coloro i quali utilizzano indegnamente la Bibbia per opporsi ai diritti LGBT, mi trovino il passo nel quale si invita la vergine Maria a inchinarsi dinanzi ai mafiosi. Mi trovino il passo nel quale Gesù Cristo definisce le persone omosessuali come esseri abominevoli, da contrapporre all'eccezionale levatura morale dei mafiosi. Invito tutte le persone LGBT a preservarsi laiche e anticlericali. Fino a che questa “chiesa” continuerà a rendersi protagonista o complice di atti vergognosi, di atteggiamenti e discriminazioni di stampo fascista, di compensi e benefit milionari, noi non potremo in nessun modo accettare che questa società per azioni vaticana pontifichi sulla nostra vita, sui nostri figli e sul corpo delle donne. Che scendano pure in centomila in Piazza San Giovanni per difendersi dai ricchioni e dal loro “gender”, nessuno intende impedirglielo. Ma state fuori dalle nostre vite, perché questo stato laico ne ha abbastanza di voi.