È una lettera severa quella che Arcigay, Lila, Nadir e Plus hanno indirizzato ai vertici dell’Istituto Superiore della Sanità e alla Ministra della Beatrice Lorenzin e riportata oggi da Repubblica. Le quattro associazioni impegnate nella lotta all’Aids puntano il dito sulle “molte lacune” della nostra epidemiologia nazionale. “Oggi – denunciano – non è disponibile un dato universalmente considerato affidabile su quante persone vivano nel nostro paese con l’infezione da HIV, su quante siano all’anno le nuove diagnosi e quante di queste siano diagnosi tardive. Nemmeno il numero di persone che ogni anno muoiono di Aids è noto, come emerge dalle pubblicazioni dello stesso COA (2, 3) con un gap inaccettabile tra quanto rilevato nel bollettino di sorveglianza (45) e quanto stimato in pubblicazioni scientifiche dello stesso COA (1500).
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Sull’HIV in Italia e la vulnerabilità dei gay...
Sull’HIV in Italia e la vulnerabilità dei gay solo lacrime di coccodrillo, falsa coscienza e pochi fatti.
In Italia una raccomandazione OMS, per quanto discutibile e relativamente attenta nel linguaggio, si è trasformata in un chiaro ritorno al passato: “popolazioni chiave” nel linguaggio OMS si è trasformato in Italia in“gruppi a rischio”. Mancavano solo dichiarazioni come quella sconcertante di Iardino sul Fattoquotidiano, sul sesso occasionale e i luoghi di incontro sessuale e la presunta “opposizione” tra terapie usate in chiave preventiva e preservativo. Intanto non esistono gruppi a rischio.
Hiv-Aids: Le Associazioni sulle dichiarazioni del Prof. GUIDO SILVESTRI
Roma, 6 giugno 2014 - Durante il congresso ICAR (Italian Conference on AIDS and Retroviruses, http://www.icar2014.it) svoltosi a Roma dal 25 al 27 Maggio 2014, tra i vari aspetti di ricerca affrontati, la Prof.ssa Barbara Ensoli (Direttore del Centro Nazionale AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità) e i suoi collaboratori (Prof. Fabrizio Ensoli, Dr. Aurelio Cafaro, Dr.ssa Antonella Tripiciano e Dr.ssa Stefania Bellino) hanno avuto occasione di esporre vari aspetti del progetto italiano “Vaccino contro l’AIDS” basato sulla proteina Tat, tra i quali i risultati dello studio ISS-T002 condotto in Italia su 168 pazienti in trattamento (Clinicaltrials.gov: NCT00751595). Ciò è avvenuto nell’ambito di regole congressuali riconosciute (rispettivamente attraverso una lettura a invito e 4 comunicazioni orali assegnate dagli organizzatori del congresso tramite giudizio anonimo e indipendente di ricercatori pari grado).
Il dibattito nelle sedi congressuali, di ordine scientifico e secondo le regole di normale prassi, ha rilevato notevole interesse per i risultati ottenuti, evidenziando vari aspetti promettenti e anche i limiti degli stessi.
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