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Ritorno al medioevo, ancora una volta a Verona

La voglia di Medioevo per il Consiglio Comunale di Verona ciclicamente riemerge. Dopo la mozione anti gay N.336 del 1995, di cui in questi giorni ricorre il 23°anniversario dall'approvazione, dopo la mozione contro il "Gender" del 2014, Giovedì 26 luglio, su proposta del solito "Torquemada" veronese, il consigliere della Lega Nord ALBERTO ZELGER, saranno poste in votazione ben due mozioni contro la legge 194, l'autodeterminazione delle donne, la laicità dello stato e la libertà sessuale e affettiva dei delle cittadini/e.

PIANETA MILK VERONA LGBT*CENTER Arci/Arcigay sarà a fianco delle amiche e delle compagne di NUDM Verona e di tutte le nostre donne contro questo ennensimo vergognoso episodio di oscurantismo, fascismo ed integralismo religioso veronse.

Invitiamo a firmare gli appelli e partecipare alla mailbombing e alla twitterstorm per manifestare il dissenso.

KOMOV a Verona. Nella Russia di Putin " I gà tuti nà sana fameja"

KOMOV a Verona. Nella Russia di Putin " I gà tuti nà sana fameja"
Ecco il resoconto di alcuni attivisti della Comitata Giordana Bruna che si sono recati ad una speciale serata all'insegna dei sani ed eterosessuali valori in salsa russo-padana.

Aggiungi un Komov a tavola, che ci sta un fascio in più 

Un centinaio di persone ha risposto “Presente!” all’appello lanciato dall’associazione ProVita Onlus per la tappa veronese del 10 ottobre della tournée italiana dell’“ambasciatore” (senza ambasciata) Alexey Komov, rappresentante del World Congress of Families, organizzazione internazionale che riunisce gli integralisti cristiani di diversi paesi. 

Komov è in “bella” compagnia: il suo intervento è preceduto dal coordinatore nazionale dei Giovani Padani Vito Comencini, che inaugura la serata denunciando le “schifezze” che insegnano oggi alle bambine e ai bambini a scuola, quelle robe lì del “gender”, del matrimonio gay, delle adozioni dei gay, dei gay e dei trans, e dall’europarlamentare della Lega Lorenzo Fontana, che ci dà un bell’esempio di come la difesa cattolica della famiglia cosiddetta “naturale” vada di pari passo con una buona dose di xenofobia e di razzismo.