Martedì 27 alla Multisala Rivoli

Secondo appuntamento della rassegna 

di Cinema Lgbtq " QUEER VISIONS

EISENSTEIN IN MESSICO

(Titolo originale: 
Eisentein in Guanajato)
di Peter Greenaway
Netherlands / 
Mexico / Finland / Belgium / France - 2015


Martedì 27 Ottobre

Ore 20.30 - MULTISALA RIVOLI
QUEER VISONS - Parte I 

Rassegna di Cinema LGBTQI 

Ingresso singolo con biglietto



Siamo abituati a pensare il regista sovietico Sergej Eisenstein come a un autore serioso, così come i suoi film inneggianti alla rivoluzione e al nuovo regime come Ottobre o La corazzata Potëmkin. Ci voleva un visionario anarchico come Peter Greenaway, invece, per trasportarcelo di peso nelle strade sterrate della campagna messicana fino a Guanajuato, dove effettivamente le biografie ci raccontano di un suo soggiorno di alcuni giorni nel 1931 per girare un film, poi rimasto solo un cumulo di girato mai montato. In uno dei momenti tipici di Greenaway, di spiazzante giustapposizione di elementi diversi, come una didascalica presentazione del regista alternata a un corteo gioioso in marcia alle prese con dei fastidiosi insetti, ci viene presentato un autore all’apice del suo successo artistico, in gita esplorativa per realizzare Que Viva Mexico, dopo il rifiuto degli studios hollywoodiani e qualche pressione di troppo dal regime staliniano. Non ci si può aspettare, oltre questo spunto reale, una ricerca di realismo da parte di un regista che ha fatto dell’immaginazione in volo, della ricerca visiva di linguaggi diversi, una chiave della sua carriera. 
Nel suo ennesimo divertissement si ispira alla documentata omosessualità di Eisenstein, che presto diventerà reato nell’Unione Sovietica staliniana, per lasciarsi trasportare dai pettegolezzi, molto meno certi, di una trascinante relazione con la sua guida locale, l’affascinante Palomino Cañedo. Ne viene fuori una giostra dei sensi stralunata, fra sesso e morte, in cui l’ossessione per il corpo di Greenaway si conferma con una lunghissima sequenza con i due uomini nudi, fra erezioni, rapporti sessuali dolorosi o giocosi e la contrapposizione anche cromatica fra la carnagione chiara dell’uomo del freddo Eisenstein, interpretato con efficacia dal finlandese Elmer Back, e quella scura baciata dal sole del suo ospite/amante..." (Mauro Donzelli, Comingsoon.it)