Un anno di amministrazione Sboarina secondo VERONA-IN. Attacco alla comunità LGBT innanzitutto.
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La vittoria dei bambini arcobaleno
Con la sentenza n. 12962 del 26 maggio 2016 depositata in data odierna la Corte di cassazione dice sì all’adozione per i bambini arcobaleno, colmando il “buco nel cuore” lasciato dal legislatore...
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L'Irlanda di SI! E in Italia?
Segnaliamo articolo dal FATTO QUOTIDIANO del Blogger ed attivista per i diritti Lgbt, Dario Accolla
Nozze gay: Irlanda arcobaleno, Italia immobile
di Dario Accolla . Il Fatto Quotidiano
Buone notizie dall’Irlanda, che ha votato sì al referendum per il matrimonio egualitario. Un paese ritenuto “cattolicissimo” non ha avuto problemi ad aprirsi a conquiste di civiltà che ormai prendono sempre più piede nel mondo di nuova e vecchia democrazia. Sono ormai 20 i paesi che nel mondo hanno approvato le nozze egualitarie, 14 in Europa. Negli Usa, 38 gli Stati che hanno seguito questa rotta. L’Irlanda, che da verde è diventata arcobaleno, si colloca nel consesso delle nazioni più progredite in merito ai diritti affettivi.
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Postato da Zeno Menegazzi - Fonte: Il Fatto Quotidiano
Il Pride? E' Speranza - Stuart Milk a Verona
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IL CONSIGLIERE DI OBAMA A VERONA «IL PRIDE? È SPERANZA»
07-03-2015 - Corriere del Veneto - Angiola Petronio
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Un anno dopo fu ammazzato insieme al sindaco della città, da un ex consigliere comunale. Suo nipote Stuart è il presidente della fondazione che porta il nome di Harvey Milk. E ieri era a Verona, nella sede di quel circolo che non a caso è intitolato a Milk e che è il fulcro dell’organizzazione del Verona Pride che si terrà il 6 giugno.
Riapre la Libreria Babele

Una Buona notizia.
RIAPRE LA LIBRERIA BABELE - Punto di riferimento dei gay milanesi
di Marco Volante
La Libreria Babele torna ad aprire le sue porte al pubblico. Dopo mesi di dubbi circa le sorti del celebre punto di riferimento della cultura LGBT milanese, oggi alle 18,30 la Babele riapre i battenti, grazie alla tenace volontà della nuova proprietà, in Viale Regina Giovanna 24/b, con un vernissage affollato di amici, personaggi, autori.
L’intricata vicenda della chiusura era stata sulla bocca dei milanesi fino a poco tempo fa e le voci di una prossima riapertura si facevano sempre più insistenti, finché l’atteso annuncio non è giunto attraverso la rete. Con la pagina La Babele GLBT Bookshop & More, che ha già raccolto un migliaio di “amici” su Facebook in meno di un mese, Christian, uno dei nuovi animatori della Babele, ha invitato tutti alla felice riapertura nella nuova sede. Babele release 3.0 è stata subito rinominata da Daniele sul suo blog, per ricordare che la prima libreria fu aperta da Felix Cossolo in Via Sammartini, per poi essere trasferita una decina di anni fa da Gianni Delle Foglie in un grande spazio a due passi da Piazza Cadorna, nello stesso edificio in cui si scriveva anche la rivista Pride.
Oggi la Babele si trasferisce e si rinnova, va ad offrire i suoi scaffali in uno dei quartieri più gai della città, Porta Venezia, carica della storia di cui si è resa protagonista e della consapevolezza di non essere semplicemente un negozio in cui si vendono libri, ma un punto di riferimento per tutti coloro i quali vogliono leggere della ricchezza della differenza e vogliono avvicinarsi al mondo LGBT in un modo diverso dal rutilante e scintillante mondo dell’enterteinment.
Alla Babele per tanti anni hanno scintillato gli occhi di Gianni che con lo sguardo era come se ti accarezzasse e ti accompagnava con amore a scegliere il libro da portar via, fosse un classico latino o uno di quei libri che si leggono con una mano sola. La Libreria Babele è anche questo.
Lazzaretto: Patrimonio dimenticato
PATRIMONIO ABBANDONATO. La grande zona verde a Porto San Pancrazio resta inutilizzabile. Ogni tanto si parla di piani di recupero, poi se ne perdono le tracceLazzaretto dimenticato fra rovine e degradoIncontri «proibiti» fra le erbacce e i ruderi del tempietto sammicheliano In tutta l’area sarebbe vietato l’accesso per la presenza di residuati bellici
L'Arena - mercoledi 16 Luglio 2008 - Giorgia Cozzolino
Passa il tempo, ma non il degrado. A distanza di tre anni dalla nostra ultima inchiesta sul Lazzaretto, siamo andati a vedere se qualcosa è cambiato tra le rovine dell’antico nosocomio immerso nel verde a Porto San Pancrazio. Nel settembre del 2005, infatti, avevamo denunciato il fatto che l’area considerata pericolosa, perché non bonificata dagli ordigni bellici, è abbandonata ma non recintata, quindi facilmente accessibile. Una splendida zona a ridosso dell’Adige che bene si presterebbe ad attività sportive e ricreative è invece considerata «off limits» dalle famiglie in quanto si tratta di uno dei ritrovi gay più frequentati. Tra i ruderi delle cellette e del tempio del Lazzaretto si consumano infatti incontri a luci rossa tra uomini. Alcuni sono giovani e prestanti stranieri in cerca di un facile guadagno, altri sono veronesi, alcuni attempati e altri di bell’aspetto, in cerca di un rapporto fugace. Ma con la bella stagione, il tempio e l’argine dell’Adige si trasformano anche in un luogo ideale per l’abbronzatura totale. Passeggiando nella zona, guardati a vista con sospetto, incontriamo infatti due uomini completamente nudi che prendono la tintarella sdraiati sul marmo del tempietto. Tra le porte di un campo da calcio abbandonato e le erbacce alte, si snodano tutta una serie di percorsi battuti che conducono ad anfratti isolati, coperti dalla vegetazione e dai ruderi della struttura. E in ognuno di questi angoli è facile capire dove si consumano gli incontri: basta gettare un occhio a terra per notare le tracce del passaggio. La strada che porta al Lazzaretto è chiusa da una sbarra: infatti le auto dei frequentatori sono tutte parcheggiate sul ciglio della strada. Da lì si può proseguire solamente a piedi o in bicicletta, ma sono molti i motorini che vi transitano e alcuni trovano sosta tra i cespugli. Da tempo si discute del destino di questa zona: nel corso della passata amministrazione era stato un consigliere circoscrizionale del centrodestra, allora all’opposizione, Simone Dal Forno (An) a sollevare il problema attaccando l’amministrazione Zanotto. Verso la fine della legislatura, alcuni privati avevano presentato un progetto di recupero che intendeva costruire una sorta di cittadella dello sport. Il documento era passato al vaglio della Commissione ed era stato osteggiato dalle associazioni ambientaliste. Ma con lo scadere dell’amministrazione Zanotto si è persa traccia anche di questo intervento. Ora sono in molti a chiedersi se la Giunta Tosi riuscirà a trovare una soluzione per riqualificare il Lazzaretto e riconsegnare a tutti i cittadini un luogo tanto bello


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