👍 LIBERI DI ESSERE OMOFOBI
Tornano le 👭👬 Sentinelle (sempre) in Piedi e ci saremo
anche noi.
Rieccole, ancora una volta in piedi. Si pensava che ormai fossero sparite, ma hanno solo modificato comunicazione. La recente legge in discussione al governo contro l’OmoFobia ha dato a loro, e non solo, un nuovo motivo per ripresentarsi dietro uno slogan che, con un trucco, riassume quello che hanno sempre professato e cioè la LIBERTÀ DI ESSERE E PRATICARE L’OMO-TRANSFOBIA. #RestiamoLiberi, dicono, dietro al quale si nasconde un ben meno ipocrita #Restiamomofobi.
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23mo anniversario dell'approvazione della mozione 336
Sono passati 23 anni da quel 14 luglio 1995, una data che non dimenticheremo mai.
Dopo mesi di lotta con manifestazioni, sit-in, incontri, petizioni, in un crescendo d'insulti, intimidazioni, querele ed un'attenzione mediatica senza precedenti, il consiglio comunale di Verona prese la decisione di mettere "nero su bianco" che i suoi cittadini e cittadine lesbiche, gay, bisessuali e trans erano persone "non gradite", "contro natura" e "pericolose" per la società.
Nel rigettare la Risoluzione A3-0028/94 "Sulla parità di trattamento degli omosessuali nella Comunità Europea", approvata l'8 febbraio 1994, l'amministrazione veronese scrisse una delle più brutte, discriminatorie ed oscurantiste pagine della sua storia. Per ogni anno passato da allora, noi cittadini e cittadine lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, abbiamo ricordato il giorno in cui la Mozione 336 fu approvata, e non cesseremo di farlo fino a quando, con un'altra mozione contraria, che riconosca l'esistenza delle nostre vite e delle nostre famiglie, non verrà cancellata.
Ricorderemo anche tutti i consigli comunali che ci furono prima di quel vergognoso voto del 14 luglio. Il 22 giugno in particolare, quando alcuni consiglieri, a ruota libera, ci insultarono con una violenza mai udita prima. Non ci siamo arresi, non abbiamo alzato le mani, anzi, abbiamo ALZATO LA TESTA, quel giorno è cominciata la nostra Stonewall.
Dopo mesi di lotta con manifestazioni, sit-in, incontri, petizioni, in un crescendo d'insulti, intimidazioni, querele ed un'attenzione mediatica senza precedenti, il consiglio comunale di Verona prese la decisione di mettere "nero su bianco" che i suoi cittadini e cittadine lesbiche, gay, bisessuali e trans erano persone "non gradite", "contro natura" e "pericolose" per la società.
Nel rigettare la Risoluzione A3-0028/94 "Sulla parità di trattamento degli omosessuali nella Comunità Europea", approvata l'8 febbraio 1994, l'amministrazione veronese scrisse una delle più brutte, discriminatorie ed oscurantiste pagine della sua storia. Per ogni anno passato da allora, noi cittadini e cittadine lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, abbiamo ricordato il giorno in cui la Mozione 336 fu approvata, e non cesseremo di farlo fino a quando, con un'altra mozione contraria, che riconosca l'esistenza delle nostre vite e delle nostre famiglie, non verrà cancellata.
Ricorderemo anche tutti i consigli comunali che ci furono prima di quel vergognoso voto del 14 luglio. Il 22 giugno in particolare, quando alcuni consiglieri, a ruota libera, ci insultarono con una violenza mai udita prima. Non ci siamo arresi, non abbiamo alzato le mani, anzi, abbiamo ALZATO LA TESTA, quel giorno è cominciata la nostra Stonewall.
Comunicato stampa: Arcigay Pianeta Urano Verona
IL CONSIGLIO COMUNALE E L'AMMINISTRAZIONE RIPARTANO DAL 2012 SUI CITTADINI E LE CITTADINE LGBT
Comunicato Stampa: 6.07.2012
In relazione al dibattito apertosi sulla revoca delle mozioni anti-gay del ‘95, attendiamo fiduciosi i risvolti concreti della posizione laica assunta dal Sindaco, che già nel ’95 disse in aula che “quando si fa amministrazione non si deve assolutamente tenere in conto quelle che sono le proprie convinzioni religiose, perché si amministra tutti, i laici, i cattolici, gli omosessuali, gli eterosessuali, gli agnostici, quindi le decisioni devono prescindere da ogni considerazione religiosa e morale”.
Riteniamo sia giunto il momento anche per questa città, e per i suoi amministratori, di riconoscere che i cittadini e le cittadine lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT), sono come tutti parte integrante della comunità e sono per essa una risorsa, producendo cultura, integrazione sociale, benessere economico, e spesso persino servizi gratuiti.
Per parte nostra, da tempo ormai abbiamo dismesso pregiudiziali ideologiche verso chicchessia, come testimoniato dalla campagna sull’Hellas Verona di qualche anno fa e dagli spettacoli gratuiti portati in scena recentemente al Camploy.
Vorremmo che si facesse lo stesso nei nostri confronti e nei confronti di tutta la comunità LGBT veronese. La revoca della mozione del '95 con cui i cittadini e le cittadine LGBT venivano definiti “contro natura” darebbe un segnale sul fatto che Verona e i suoi amministratori sono pronti a ripartire dal 2012. Diversamente, mentre tutto il mondo corre avanti, la città mostrerebbe a tutto il mondo di continuare a correre verso quello che Tosi stesso definì nel ’95 “moralismo oltre il limite del bigottismo”.
Se poi sono le scelte pratiche e concrete che palazzo Barbieri vuole, non mancheremo di suggerirne presto alcune per aggiungere un risvolto pratico a quello simbolico, a partire dall'impostare una serie di collaborazioni con la comunità LGBT e le sue associazioni, per quanto senza oneri per l’amministrazione, sul piano della prevenzione della violenza e del bullismo omofobico, dell’accesso diffuso alla cultura LGBT, dell’apertura della città al turismo LGBT, ecc.
Inizierebbe allora forse l'era della "Verona 2.0".
Michele Breveglieri
Presidente Arcigay Pianeta Urano Verona
Cell. 3453270022
Comunicato Stampa: 6.07.2012
In relazione al dibattito apertosi sulla revoca delle mozioni anti-gay del ‘95, attendiamo fiduciosi i risvolti concreti della posizione laica assunta dal Sindaco, che già nel ’95 disse in aula che “quando si fa amministrazione non si deve assolutamente tenere in conto quelle che sono le proprie convinzioni religiose, perché si amministra tutti, i laici, i cattolici, gli omosessuali, gli eterosessuali, gli agnostici, quindi le decisioni devono prescindere da ogni considerazione religiosa e morale”.
Riteniamo sia giunto il momento anche per questa città, e per i suoi amministratori, di riconoscere che i cittadini e le cittadine lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT), sono come tutti parte integrante della comunità e sono per essa una risorsa, producendo cultura, integrazione sociale, benessere economico, e spesso persino servizi gratuiti.
Per parte nostra, da tempo ormai abbiamo dismesso pregiudiziali ideologiche verso chicchessia, come testimoniato dalla campagna sull’Hellas Verona di qualche anno fa e dagli spettacoli gratuiti portati in scena recentemente al Camploy.
Vorremmo che si facesse lo stesso nei nostri confronti e nei confronti di tutta la comunità LGBT veronese. La revoca della mozione del '95 con cui i cittadini e le cittadine LGBT venivano definiti “contro natura” darebbe un segnale sul fatto che Verona e i suoi amministratori sono pronti a ripartire dal 2012. Diversamente, mentre tutto il mondo corre avanti, la città mostrerebbe a tutto il mondo di continuare a correre verso quello che Tosi stesso definì nel ’95 “moralismo oltre il limite del bigottismo”.
Se poi sono le scelte pratiche e concrete che palazzo Barbieri vuole, non mancheremo di suggerirne presto alcune per aggiungere un risvolto pratico a quello simbolico, a partire dall'impostare una serie di collaborazioni con la comunità LGBT e le sue associazioni, per quanto senza oneri per l’amministrazione, sul piano della prevenzione della violenza e del bullismo omofobico, dell’accesso diffuso alla cultura LGBT, dell’apertura della città al turismo LGBT, ecc.
Inizierebbe allora forse l'era della "Verona 2.0".
Michele Breveglieri
Presidente Arcigay Pianeta Urano Verona
Cell. 3453270022
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