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Comunicato Stampa Congiunto - Arcigay Verona e Circolo Pink

I CONSIGLIERI CONTANO I TITOLI DI GIORNALE INVECE DI CONTARE GLI EPISODI DI VIOLENZA. 
Arcigay e Circolo Pink rispondo all’ordine del giorno di Mauro Bonato sulle dichiarazioni di Alberto Zelger.
l consiglieri comunali prendono le distanze dalle dichiarazioni che Alberto Zelger ha rilasciato alla stampa, turbati dai titoloni che etichettano Verona come città omofoba, intollerante, fascista e anti femminista.
Ma a nulla serve votare un ordine del giorno che disconosca le parole del promotore della mozione 434, come quello che verrà presentato in Consiglio Comunale giovedì prossimo dal Capogruppo della Lega Mauro Bonato, se le politiche che governano la città vanno nella stessa direzione.
Gli amministratori vogliono contrastare la violenza e l’odio omobitransfobico o semplicemente tentare di salvare il “buon nome” della città?
L’ODG 499 appare davvero un’iniziativa di facciata che non avrà alcun effetto reale sulla vita dei cittadini e delle cittadine veronesi e sulle migliaia di persone gay, lesbiche e trans che a Verona vivono. Una mossa pretestuosa, nel tentativo di ovviare all’ennesima vergogna veronese.

23mo anniversario dell'approvazione della mozione 336

Sono passati 23 anni da quel 14 luglio 1995, una data che non dimenticheremo mai.
Dopo mesi di lotta con manifestazioni, sit-in, incontri,  petizioni, in un crescendo d'insulti, intimidazioni, querele ed un'attenzione mediatica senza precedenti, il consiglio comunale di Verona prese la decisione di mettere "nero su bianco" che i suoi cittadini e cittadine lesbiche, gay, bisessuali e trans erano persone "non gradite", "contro natura" e "pericolose" per la società. 

Nel rigettare la Risoluzione A3-0028/94 "Sulla parità di trattamento degli omosessuali nella Comunità Europea", approvata l'8 febbraio 1994, l'amministrazione veronese scrisse una delle più brutte, discriminatorie ed oscurantiste pagine della sua storia. Per ogni anno passato da allora, noi cittadini e cittadine lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, abbiamo ricordato il giorno in cui la Mozione 336 fu approvata, e non cesseremo di farlo fino a quando, con un'altra mozione contraria, che riconosca l'esistenza delle nostre vite e delle nostre famiglie, non verrà cancellata. 

Ricorderemo anche tutti i consigli comunali che ci furono prima di quel vergognoso voto del 14 luglio. Il 22 giugno in particolare, quando alcuni consiglieri, a ruota libera, ci insultarono con una violenza mai udita prima. Non ci siamo arresi, non abbiamo alzato le mani, anzi, abbiamo ALZATO LA TESTA, quel giorno è cominciata la nostra Stonewall.

Ti do un consiglio gender

Diritti di cittadinanza per una Verona senza discriminazioni
Mercoledì 24 Maggio 2017 - Ore 20.30

Via Monreale, 19 - Borgo Nuovo -Verona

Intervengono:
ROBERTO AERE
candidato al consiglio comunale
per la lista Verona in Comune
per Michele Bertucco Sindaco

MICHELA FACCIOLI
candidato al consiglio comunale
per la lista Sinistra in Comune
per Michele Bertucco Sindaco

MASSIMO PREARO 
sociologo: Il movimento no-gender in Italia

LAURA SEBASTIO
counselor: gender a scuola?? Cosa c’è di vero

Dal 1995 - anno delle famigerate Mozioni omo-bi-transfobiche approvate dall’allora Consiglio comunale - ed ancora vigenti - ad oggi cosa è cambiato e cosa ancora serve. Di fronte ai mutamenti della società ed alle emergenze internazionali i diritti di cittadinanza devono estendersi alle molteplici e differenti identità, alle persone migranti, alla condizione di precarietà. Analisi e proposte delle associazioni lgbt.

Progetto Sportello Trans - Convegno a Verona

GIORNATA CONCLUSIVA DEL PROGETTO UNAR “SPORTELLO TRANS INFORMAZIONE E COUNSELING”
Importanza ed efficacia di un progetto di sostegno ai servizi per le persone Trans- Transgender per creare sui territori punti importanti di riferimento, sia per le associazioni che per le persone che accedono ai servizi stessi per avere informazioni e intraprendere il percorso di transizione
Verona 7 novembre 2015
Sala Consiliare 7^ circoscrizione
Piazza del Popolo, 15 37132 Verona (San Michele Extra)
L’iniziativa del 7 novembre p.v., a conclusione del progetto pilota voluto da Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) per la creazione e lo sviluppo di sportelli di informazione, counseling e sostegno rivolti alle persone transgender, si svolgerà a Verona, città in cui da cinque anni opera il SAT-Servizio Accoglienza Trans, nato all’interno del Circolo Pink-glbte, una delle associazioni referenti del progetto e organizzatrice del convegno.

Scritta "VENNER EROE"all'Alpo. Le associazioni Lgbt veronesi denunciano intimidazioni.

“Siamo vive/i non crediate di intimidirci esistiamo da sempre e sempre esisteremo” - Comunicato stampa.
Giovedì 27 giugno alle ore 19.30 ci ritroveremo in zona industriale, sotto il ponte che porta all’Alpo (in fondo a Via Roveggia), per cancellare l’ennesima scritta che inneggia alla violenza contro la comunità lesbica gay e trans di Verona. 
 
Qualche giorno fa, sotto un ponte della zona industriale di Verona, è comparsa una scritta “Venner eroe”, accompagnata da una svastica e due celtiche. La scritta fatta con una bomboletta di spry nero è collocata su uno dei piloni dei ponti della Strada dell'Alpo non lontano dall'azienda "Ceni Gomme". Com'è noto la zona e frequentata nelle ore notturne per incontri gay, soprattutto nel punto dove tale scritta è stata fatta.

Non è la prima volta che sui muri della città compaiono svastiche, celtiche e scritte varie a sfondo xenofobo, ma questa ha una particolarità: inneggia al sacrificio compiuto
da Dominique Venner, morto suicida nella cattedrale di Notre Dame il 21 maggio 2013, all’indomani dell’approvazione della legge sui matrimoni gay in Francia.
Venner era un attivista di estrema destra, che con il suo gesto voleva protestare proprio contro questa legge.
 
In Italia i gruppi di estrema destra fanno subito di Venner un martire, compaiono scritte, striscioni che lo dipingono come un eroe, proprio il caso di Verona.
A Roma CasaPound tira fuori uno striscione con su scritto “Onore a Dominique Venner, samurai d’Occidente“; a Pesaro, fra le altre, spiccava la scritta “Dominique Venner martire d’Europa”.
La scritta di Verona ha anche un altra particolarità, non tanto nel testo ma per il luogo dove è stata fatta, uno dei luoghi di incontro notturni della comunità gay veronese, l’unico rimasto a Verona dopo che Tosi con un’ordinanza ha chiuso quello storico di Basso Acquar.

La scritta suona come un avvertimento alla comunità gay veronese che là si incontra. Un caso? A nostro modo di vedere no. Come dicevamo, sembra più un avvertimento, non tanto che offende, come tante altre scritte fatte negli anni passati, ma che vuol farci sapere che l’estrema destra veronese o chi per essa, che usa quei simboli violenti, svastiche e celtiche, sa perfettamente dove ci incontriamo ed è in grado di colpirci con molestie o altro. Cosa del resto avvenuta più volte in passato ad opera di svariati gruppi più o meno organizzati o anche di singoli balordi che, non sapendo cosa fare, ad una certa ora  pensano bene di andare a vedere e colpire i “froci” veronesi. In questo caso pensiamo che di balordi non si parli ma piuttosto che la scritta, anche se non firmata, porti il marchio inequivocabile dell’estrema destra.
 
Venerdì 28 giugno in tutto il mondo si ricorda la rivolta dello Stonewall Inn, storico locale di New York dove il 28 giugno del 1969 la comunità GLT, stanca delle continue violenze ad opera della polizia, si ribellò, iniziando quella battaglia per i diritti civili delle persone lesbiche gay e trans che continua anche oggi.

I gruppi GLBTE veronesi si troveranno a cancellare quella scritta nella serata di giovedì 27 giugno alle ore 19,30. Lo faremo non tanto per cancellare una testimonianza che inneggia
alla violenza ma perché vogliamo mandare una risposta a chi l’ha fatta: “Siamo vive/i non crediate di intimidirci esistiamo da sempre e sempre esisteremo”.

Un messaggio implicito che mandiamo anche riguardo al mantenimento e all’esistenza pacifica di un luogo di incontro che deve continuare ad esserci perché la si incontrano
molte persone gay, perché questi luoghi sono sempre esistiti in tutte le culture in cui le minoranze e le diversità, colpite da discriminazioni di ogni genere, hanno dovuto ritagliarsi spazi di vivibilità.
 
Pink GLBTE Verona, Arcigay Verona, Milk Center Verona
Comunicato stampa - Verona 26 giugno 2013