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GOVERNO CONTE BIS, TORNA IL MINISTERO ALLE PARI OPPORTUNITA'. ARCIGAY: "UN SEGNALE IMPORTANTE"

GOVERNO CONTE BIS, TORNA IL MINISTERO ALLE PARI OPPORTUNITA'. ARCIGAY: "UN SEGNALE IMPORTANTE"
Bologna, 5 settembre 2019 - "Salutiamo con favore il ritorno delle Pari Opportunità tra le deleghe del Consiglio dei Ministri del nostro Paese, dopo anni in cui quel tema era stato spostato a livello dei sottosegretari": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: "Vogliamo leggere in questo ritorno il riconoscimento della centralità delle politiche di Pari Opportunità nel contrasto alle diseguaglianze, che affliggono a più livelli il nostro Paese e che sono un freno ostinato allo sviluppo e alla realizzazione degli obbiettivi di ogni cittadino o cittadina. L'associazione di questa delega a quella della famiglia suggerisce una prospettiva interessante, che ci riguarda da vicino: in questo senso accogliamo con grande sollievo l'uso del plurale - "famiglie" - che la neoministra Elena Bonetti ha usato nella sua prima dichiarazione pubblica, sintomo di una cultura inclusiva che si fa carico di tutti i tipi di famiglie, compreso quelle omogenitoriali. Rinnoviamo l'auspicio che questo governo voglia farsi carico di un'importante azione di contrasto all'odio, indispensabile dopo 14 mesi di vero e proprio odio istituzionale. Con speranza e con ottimismo, e con la promessa di non far mancare la nostra collaborazione ma anche le nostre critiche se necessarie, rivolgiamo quindi il nostro augurio di buon lavoro alla ministra Elena Bonetti e a tutta la compagine di governo.", conclude Piazzoni. 

Arcigay Verona: BASTA CON LA POLITICA FILO RUSSA: PRIMA I DIRITTI UMANI. Comunicato Stampa

Comunicato Stampa 13.08.2019
Arcigay Verona: BASTA CON LA POLITICA FILO RUSSA: PRIMA I DIRITTI UMANI. 


Il 10 Agosto è stato il secondo anniversario dalla scomparsa del cantante Russo-Ceceno ZELIM BAKAEV: il giovane e promettente artista, rientrato nel suo paese, è improvvisamente scomparso il 10 agosto 2017. Probabilmente sequestrato dalla stessa polizia cecena, torturato, ucciso e finito in una fossa comune, come probabilmente altre migliaia di persone. La sua colpa? Essere dichiaratamente gay. 

Comunicato Stampa Congiunto - Arcigay Verona e Circolo Pink

I CONSIGLIERI CONTANO I TITOLI DI GIORNALE INVECE DI CONTARE GLI EPISODI DI VIOLENZA. 
Arcigay e Circolo Pink rispondo all’ordine del giorno di Mauro Bonato sulle dichiarazioni di Alberto Zelger.
l consiglieri comunali prendono le distanze dalle dichiarazioni che Alberto Zelger ha rilasciato alla stampa, turbati dai titoloni che etichettano Verona come città omofoba, intollerante, fascista e anti femminista.
Ma a nulla serve votare un ordine del giorno che disconosca le parole del promotore della mozione 434, come quello che verrà presentato in Consiglio Comunale giovedì prossimo dal Capogruppo della Lega Mauro Bonato, se le politiche che governano la città vanno nella stessa direzione.
Gli amministratori vogliono contrastare la violenza e l’odio omobitransfobico o semplicemente tentare di salvare il “buon nome” della città?
L’ODG 499 appare davvero un’iniziativa di facciata che non avrà alcun effetto reale sulla vita dei cittadini e delle cittadine veronesi e sulle migliaia di persone gay, lesbiche e trans che a Verona vivono. Una mossa pretestuosa, nel tentativo di ovviare all’ennesima vergogna veronese.

Comunicato Stampa Arcigay Verona - 20.7.2018

Laura Pesce - Presidente Pianeta Milk Arcigay Verona.
Foto: Michele Vaccari
Verona, 20 luglio 2018 - Comunicato Stampa – La corte d’appello di Venezia dà
ragione ai due papà che pretendono di vedere riconosciuta la genitorialità del loro
bambino avuto in Canada con tecniche consentite dalle leggi dello stato.
“Non ha alcun senso la polemica rispetto al fatto che la gestazione per altri/altre in Italia
non sia ancora normata. La realtà è che questa famiglia esiste e se davvero si ha a cuore
l’interesse del bambino è imperativo riconoscere i suoi legami affettivi e di fatto. “ dichiara
Laura Pesce, presidente di Arcigay Pianeta Milk di Verona.
Le famiglie omogenitoriali in Italia sono migliaia, e la speranza è che queste sentenze
favorevoli siano esemplari affinché tutte le amministrazioni cittadine si impegnino a non
ostacolare l’iter burocratico per il riconoscimento e la registrazione dei figli e delle figlie
delle Famiglie Arcobaleno, senza intraprendere inutili e dispendiosi percorsi legali.
“Ci auguriamo pertanto che l’anagrafe scaligera rispetti i diritti del bambino e dei due
genitori, cittadini veronesi, recependo la sentenza della Corte d’appello di Venezia che
dichiara lecito il provvedimento straniero con cui questa famiglia è nata” conclude Pesce.

Cod: URD0023

Arcigay: Ora l'Italia riveda le sue leggi sulla transessualità

OMS TOGLIE TRANSESSUALITA' DALLE MALATTIE MENTALI, ARCIGAY: "ORA L'ITALIA RIVEDA LE SUE LEGGI"
Bologna, 19 giugno 2018 - "La decisione dell'Organizzazione mondiale della Sanità di togliere la transessualità dalla lista delle malattie mentali va nella direzione della depatologizzazione della condizione trans che è il fondamento alla base delle norme più avanzate, già presenti in Paesi come Malta e l'Argentina, in cui sempre di più la transessualità è svincolata da complesse procedure mediche e giuridiche": così Ottavia Voza, responsabile Politiche trans di Arcigay. "Alla luce di questa decisione, a lungo attesa - prosegue -  è sempre più necessaria una revisione della attuale normativa italiana,  per una semplificazione delle procedure ed il rispetto del principio di autodeterminazione della persona". "I ministri della Salute e della Giustizia e più in generale il Governo - aggiunge Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay - dovranno fare i conti con questa decisione dell'OMS e sarà nostra cura stimolare una complessiva revisione della normativa Italiana in merito alla transizione sessuale: le norme devono infatti servire ad accompagnare nel modo più corretto le scelte delle persone, non a rendere un calvario le vite di migliaia di persone, che altro non chiedono di avere la libertà di scegliere sui propri corpi e sulle proprie vite. Non solo: questa notizia ha anche un importante portato culturale, perché va nella direzione di decostruire il disprezzo e la discriminazione che una visione patologizzata della transessualità creavano. Da oggi chiunque dovrà adeguarsi alla verità scientifica: la transessualità non è una malattia ma una possibilità, libera e legittima, come abbiamo sempre sostenuto", conclude Piazzoni.

Comunicato Arcigay su striscione censurato al Siracusa Pride

SIRACUSA PRIDE, LE FORZE DELL'ORDINE CENSURANO STRISCIONE CONTRO SALVINI. ARCIGAY: "LESO UN DIRITTO, CLIMA INQUIETANTE"
Bologna, 18 giugno 2018 - "La notizia dello striscione contro Salvini censurato dalle forze dell'ordine al Siracusa Pride sabato scorso è grave e sintomatica di un clima politico inquietante": così Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay. Che prosegue: "Il diritto di critica, anche dura, è uno dei pilastri della nostra democrazia, specie all'interno di una manifestazione politica. La censura voluta dalle forze dell'ordine nei confronti di uno striscione che esprimeva una contrarietà, in nessun modo riconducibile a  un'istigazione o a una fattispecie sanzionata dalle nostre leggi, è grave e senza precedenti all'interno dei nostri Pride. Che le forze dell'ordine si facciano carico di questioni che esulano dall'ordine pubblico ma che riguardano il consenso personale del Ministro degli Interni è un fatto che lascia allibiti: su questo attendiamo spiegazioni e risposte dallo stesso Ministro Salvini. Intanto, rivolgiamo la nostra solidarietà alle attiviste colpite da questo provvedimento e al presidente di Arcigay Siracusa, Armando Caravini, che si è trovato coinvolto in questa assurda vicenda. Ribadiamo inoltre che continueremo ostinatamente a esercitare il nostro diritto di critica senza farci intimidire né fare passi indietro", conclude Piazzoni. 

Onda Pride - Comunicato Arcigay 8.6.2018

ONDA PRIDE, DOMANI I CORTEI A ROMA, TRENTO E PAVIA. ARCIGAY: "LA POLITICA ASCOLTI QUESTE PIAZZE"
Bologna, 8 giugno 2018 - Sono tre i Pride in programma nel terzo weekend dell'Onda Pride,  la grande mobilitazionee dell’orgoglio arcobaleno organizzata da Arcigay in rete con le altre associazioni del movimento lgbti.  Domani, sabato 9 giugno, sarà festa dell'orgoglio a Trento, dove sfilerà per la prima volta il Dolomiti Pride (www.dolomitipride.it): appuntamento alle 15 in piazza Dante, luogo da cui il corteo si muoverà per raggiungere il Parco delle Albere, dove la festa proseguirà fino a notte inoltrata. Fissato per domani anche il ritorno del Pavia Pride (www.paviapride.it), che dà appuntamento ai manifestanti alle 15 in piazza Italia, per attraversare la città e raggiungere l'approdo fissato in piazza Guicciardi, dove si terranno i discorsi dei portavoce. Per la festa, poi, appuntamento al Caffé Teatro. Infine, domani è il giorno del Pride della Capitale: per il Roma Pride (www.romapride.it) appuntamento alle 15 in piazza della Repubblica. "Le strade e le piazze sono i nostri luoghi congeniali - commenta Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay -, da lì è partita la nostra rivoluzione, il rifiuto dell'invisibilità alla quale per secoli omosessuali e trans sono stati costretti. Da oltre trent'anni riempiamo le strade con il nostro orgoglio, contro chi vorrebbe rimuoverci, nasconderci, ignorarci. Contro i ministri oscurantisti, i patrocini negati, i sussurri e i balbettii della politica, parlano le piazze. Anzi, gridano: sta alla politica ascoltarle, farsi carico di questa straordinaria mobilitazione che cresce anno dopo anno, che non conosce crisi o pause, ma che anzi ostinatamente indica la strada dell'uguaglianza, del pieno riconoscimento dei diritti umani, civili, sociali. Questi cortei sono innanzitutto istanze: attraversarli non è una passeggiata ma un'assunzione di responsabilità che deve trovare già dall'indomani ricadute concrete. Sfilare al Pride è un'esperienza indimenticabile, ma anche un impegno che va preso con serietà e senza approssimazioni. Perché i diritti, specie in un Paese arretrato, omofobo, misogino e razzista come il nostro, sono una cosa molto seria", conclude Piazzoni. 

Arcigay: Paura e discriminazione non ci fermeranno! Avanti sui diritti!

Le elezioni ci consegnano un'Italia profondamente cambiata rispetto a 5 anni fa, un paese più diviso, più incerto e con più paure. 
L'avanzata di forze politiche che legittimano le discriminazioni come valore qualificante non ci lascia indifferenti e ci preoccupa molto, ma sappiamo anche di avere dalla nostra parte l'unica certezza su cui abbiamo veramente sempre potuto contare negli ultimi 40 anni: la nostra instancabile volontà di proseguire la quotidiana battaglia per il riconoscimento dei diritti delle persone LGBTI e delle loro famiglie.
Nella legislatura che si è chiusa abbiamo fatto decisi passi in avanti e da li ripartiamo, perchè l'unica direzione di marcia che conosciamo è verso la piena uguaglianza. 
Indietro non si torna e qualunque maggioranza darà vita al prossimo Governo, ci troverà sempre qui a combattere, indisponibili a indietreggiare anche solo di un millimetro da quanto conquistato grazie all'impegno e ai sacrifici di generazioni di attivisti. 
Proseguiremo la nostra azione, senza se e senza ma, perchè nessun contesto o situazione ostile ci ha mai fatto fare un passo indietro dalla nostra ferma volontà di rivendicare il diritto di essere noi stessi, orgogliosamente e alla luce del sole, proseguendo ostinatamente in avanti la nostra strada verso la giustizia e la libertà, costi quello che costi.

Gabriele Piazzoni

Segretario Nazionale Arcigay

Ancora psicosi Babau “Gender” – il caso clinico di Verona. Nota Arcigay

Dopo la minaccia di censura sui libri nelle biblioteche che ha scatenato polemiche e reazione anche fuori dai confini italiani, è arrivato l’annullamento dell’evento “La biblioteca Vivente” nel programma del festival Tocatì previsto a Verona tra pochi giorni.
Il Comune è terrorizzato dal solito babau (lo chiamano “gender”) inventato e agitato dai fondamentalisti cattolici della città. Si scopre così che la pericolosa minaccia alla “famiglia naturale” si materializza in 25 persone che con coraggio raccontano il loro vissuto affinché, come avviene appunto nella lettura di un libro, l’ascoltatore possa vivere e conoscere realtà diversa dalla propria. 25 persone, 25 persone che con coraggio raccontano una esperienza di discriminazione per la loro differenza culturale, per la loro disabilità fisica, per il loro passato, per il loro diverso orientamento sessuale.
Ma il Comune decide di bloccare l’iniziativa già rodata negli anni, che ha sempre avuto un ampio successo di pubblico per l’alto contenuto di valori umani di cui si fa promotrice, perché “la tipologia di contenuti non è adeguata al messaggio culturale del festival”. Già perché tra i vissuti c’è anche “Mio figlio è gay”: evidentemente il messaggio culturale del festival, su mandato di Sboarina e dei pasdaran cattolici della città, è che non esistono figli gay a Verona, e se esistono non bisogna vederli e ascoltarli. Bel messaggio culturale per la famiglia.
La deriva d’inutile fondamentalismo religioso che inghiottirà Verona è già evidente in pochi mesi d’inoperosa amministrazione.
Esortiamo chiunque creda in una società aperta, laica, libera, tollerante ed europea, a non arretrare di fronte a questi tristi rigurgiti di oscurantismo d’altri tempi. Persone LGBTI, persone laiche, ma anche cattolici adulti, attenzione ai danni che può fare questa psicosi: finché il babau spaventa i bambini, si può capire, ma quando mobilita un’amministrazione di adulti, diventa un caso clinico.

Arcigay Verona Pianeta Urano

Sboarina e libri gender. Arcigay Verona: Non siamo lontani dal rogo di libri solo con forme più burocratiche

Arcigay Verona si unisce alla lettere inviata dal presidente dell'Associazione Italiana Editori (AIE), Ricardo Franco Levi, e dalla neo presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche, Rosa Maiello, indirizzata al neo-sindaco di Verona, Federico Sboarina, per criticare fortemente il punto del programma politico nel quale si preannuncia il “ritiro dalle biblioteche e dalle scuole comunali o convenzionate (nidi compresi) dei libri e delle pubblicazioni, che promuovono l’equiparazione della famiglia naturale alle unioni di persone dello stesso sesso”.

Ma quale gender di sindaco per Verona? Sboarina o Bisinella?


Scegliamo di tornare indietro al Medioevo con Sboarina o di restare ancora fermi al Novecento con Bisinella? 

Nonostante la sofferenza di vivere in una città perennemente governata dalla destra, o comunque da conservatori di varia specie, l’esito conservatore di questo ballottaggio non sarà indifferente e questo non lo possiamo tacere. 

Sboarina ha messo nero su bianco sul suo programma un ritorno al Medioevo per Verona. Ad esempio, libri che equiparano la famiglia naturale a quella tra persone dello stesso sesso ritirati dalle biblioteche (siamo ad un passo dal rogo, con forme burocratiche). Poi l’impegno a respingere ogni iniziativa in contrasto con i valori suoi e di quelli che interessano a lui e con il diritto dei genitori di educare i figli secondo i loro valori religiosi (immaginiamo quindi che entrerà in scena con Sboarina anche il primato dell’Islam sugli insegnamenti della scuola pubblica, laddove i genitori lo richiedano). Anche un eventuale Pride sarà respinto: che fa? Lo vieta? Butta nel cesso la Costituzione Italiana? E poi il grande spauracchio, l’apoteosi paranoica reazionaria del momento: il babau gender nelle scuole, una roba che non esiste ma su cui ci hanno pure costruito un partito che prende voti. Del resto si sa, da Trump in poi è chiaro a tutti che il fake oggigiorno paga, e molto. Sboarina si impegna a fermare il babau gender nelle scuole: a livello pratico, significa che tanti ragazzi e ragazze saranno semplicemente più soli e sole, e che la scuola di Sboarina non avrà strumenti per insegnare il rispetto delle differenze ed ridurre discriminazione e bullismo. In finale, il Vescovo chiama e Sboarina supino risponde e offre (notizie di stampa) al Partito del Babau Gender un accordo e un assessorato. Lo avrebbero chiamato probabilmente Assessorato al Babau Gender, o Assessorato al Medioevo. Comunque sia, non dubitiamo che con la vittoria di Sboarina un assessorato del genere si faccia, magari non col Partito del Babau Gender.

Oggi 20 Agosto, prima Unione Civile a Verona

Comunicato Stampa: PRIMA UNIONE CIVILE A VERONA. Arcigay Verona: “Shakespeare oggi scriverebbe di Mauro e Luciano, ma con il lieto fine”
UNIONI CIVILI - Dopo l’approvazione del DDL Cirinnà sulle unioni civili e convivenze, sabato 20 agosto Luciano Mazzucato e Mauro Bertoni celebreranno la prima unione omosessuale nel capoluogo scaligero.

Verona, 19 Agosto 2016 – Sabato 20 Agosto alle 18.00 presso la sala Araldi, Luciano Mazzucato e Mauro Bertoni saranno uniti civilmente secondo le disposizioni approvate dalla nuova legge Cirrinnà che regolamenta le unioni civili omosessuali. Alle coppie dello stesso sesso vengono riconosciuti i medesimi diritti delle coppie eterosessuali coniugate, esclusi i diritti relativi ai figli salvo le eccezioni consentite dalla legge sulle adozioni attualmente in vigore.

Arcigay su sentenza del Consiglio di Stato


CONSIGLIO DI STATO, ARCIGAY: "UNA SENTENZA CHE CERCA DI FERMARE GLI OROLOGI"
Bologna, 27 ottobre 2015 - "Una sentenza che congela il diritto e tenta di renderlo impermeabile alla storia e ai suoi cambiamenti": Flavio Romani, presidente di Arcigay, commenta amaro il pronunciamento dei giudici del Consiglio di Stato, chiamati ad esprimersi sull'annullamento delle trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso celebrati all'estero.

Arcigay Verona risponde a Casali e Tosi

CS: VERONA DOMANI CONTRO UNIONI CIVILI. ARCIGAY VERONA: “STUPISCE COME TOSI E CASALI NON CONOSCANO LE SENTENZE”
Verona, 21 Ottobre 2015. Il 21 Luglio 2015 l’Italia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti umani a causa del mancato riconoscimento nel proprio ordinamento della vita famigliare delle coppie omosessuali. Quest’ultima condanna si aggiunge ai pronunciamenti della Corte Costituzionale che sia nel 2010 sia nel 2014 richiama con la massima urgenza il legislatore ad intervenire– dice la Corte senza mezzi termini – “con la massima sollecitudine per superare la rilevata condizione di illegittimità della disciplina in esame per il profilo dell’attuale deficit di tutela dei diritti dei soggetti in essa coinvolti”. In altre parole, la Corte Costituzionale richiama il Parlamento ad approvare subito una legge che preveda una forma di convivenza registrata per le coppie dello stesso sesso, la quale, come aveva già sottolineato dalla stessa Corte, deve consistere in una disciplina robusta, completa e priva di sbavature sotto il profilo dell’uguaglianza con i diritti e i doveri già previsti per la coppia coniugata. Risulta quindi evidente, almeno alle persone correttamente informate, come il DDL Cirinnà si ispiri completamente ai dettami della Costituzione nei modi indicati dalla Corte.
Alla luce di ciò, viene da chiedersi se il Sig. Casali sia al corrente della ormai assodata giurisprudenza e quale sia, oltre al mero obiettivo propagandistico, lo scopo delle sue iniziative. E’ evidente che la Regione ha poche competenze in questa materia squisitamente parlamentare, portando a classificare il suo intervento come “caciara elettorale”.

Arcigay Verona Vs Sentinelle in Piedi

CS: SENTINELLE IN PIEDI. ARCIGAY VERONA: “BASTA CON LE MENZOGNE. IL VOSTRO VERO PROBLEMA È L’OMOSESSUALITÀ”
Le “Sentinelle in piedi” scendono nuovamente in piazza a Verona. Inizialmente la loro protesta era rivolta verso la presunta minaccia alla libertà d’espressione di una legge però già esistente in Italia (la Legge Reale-Macino) che doveva essere solo estesa ad includere tra i reati a sfondo raziale e religioso previsti, anche quelli di carattere omo-bi-transfobico.
La loro protesta è passata successivamente ad includere la recente riforma della scuola colpevole, secondo i manifestanti, di introdurrebbe il fantomatico “Gender”, spauracchio la cui minaccia non trova riscontri scientifici, che è stato recentemente smentito dallo stesso Ministro dell’Istruzione Giannini che ha parlato di “truffa culturale” in riferimento al continuo allarmismo e mistificazione verso l’educazione alla parità di genere a scuola come prevista dai principi della Convenzione di Istanbul, dal sottosegretario all’Istruzione Faraone, da vari ordini regionali degli Psicologi, dalla stessa Associazione Italiana di Psicologia e da vari operatori istituzionali e della scuola. Ignorando tutto ciò, le rivendicazioni delle sentinelle si aggiungono al bombardamento della campagna No-Gender veronese che vanta il record nazionale di 150 convegni nella provincia di Verona (Corriere di Brescia-15/07/2015) e prosegue con il bombardamento di messaggi terroristici tramite whatsapp e email inviati ossessivamente ad insegnanti, genitori ed alunni. Questa ciclopica e capillare campagna di disinformazione ha generato quella che ha evidenti caratteristiche psicotiche e che viene puntualmente cavalcata dal politico di turno per raccogliere un elettorato ormai completamente manipolabile.