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Ma quale gender di sindaco per Verona? Sboarina o Bisinella?


Scegliamo di tornare indietro al Medioevo con Sboarina o di restare ancora fermi al Novecento con Bisinella? 

Nonostante la sofferenza di vivere in una città perennemente governata dalla destra, o comunque da conservatori di varia specie, l’esito conservatore di questo ballottaggio non sarà indifferente e questo non lo possiamo tacere. 

Sboarina ha messo nero su bianco sul suo programma un ritorno al Medioevo per Verona. Ad esempio, libri che equiparano la famiglia naturale a quella tra persone dello stesso sesso ritirati dalle biblioteche (siamo ad un passo dal rogo, con forme burocratiche). Poi l’impegno a respingere ogni iniziativa in contrasto con i valori suoi e di quelli che interessano a lui e con il diritto dei genitori di educare i figli secondo i loro valori religiosi (immaginiamo quindi che entrerà in scena con Sboarina anche il primato dell’Islam sugli insegnamenti della scuola pubblica, laddove i genitori lo richiedano). Anche un eventuale Pride sarà respinto: che fa? Lo vieta? Butta nel cesso la Costituzione Italiana? E poi il grande spauracchio, l’apoteosi paranoica reazionaria del momento: il babau gender nelle scuole, una roba che non esiste ma su cui ci hanno pure costruito un partito che prende voti. Del resto si sa, da Trump in poi è chiaro a tutti che il fake oggigiorno paga, e molto. Sboarina si impegna a fermare il babau gender nelle scuole: a livello pratico, significa che tanti ragazzi e ragazze saranno semplicemente più soli e sole, e che la scuola di Sboarina non avrà strumenti per insegnare il rispetto delle differenze ed ridurre discriminazione e bullismo. In finale, il Vescovo chiama e Sboarina supino risponde e offre (notizie di stampa) al Partito del Babau Gender un accordo e un assessorato. Lo avrebbero chiamato probabilmente Assessorato al Babau Gender, o Assessorato al Medioevo. Comunque sia, non dubitiamo che con la vittoria di Sboarina un assessorato del genere si faccia, magari non col Partito del Babau Gender.

Schio contro l'Omofobia

Riceviamo e invitiamo ad aderire e soprattutto a partecipare
APPELLO AD ASSOCIAZIONI, COLLETTIVI, GRUPPI, COOPERATIVE.
SCHIO CONTRO L'OMOFOBIA
Schio (VI) 14.8.2016
Anche quest'anno il Meeting dei Giovani ci regala il meglio di sé.
Siamo nel 2016, eppure progresso e apertura mentale non sembrano avere toccato la devota enclave che annualmente si ritrova a Poleo, Schio (VI) per un festival che pare mantenga come valori principali non tanto il cristianesimo e la tolleranza, quanto piuttosto l'omofobia, il sessismo e la chiusura mentale.
Dopo aver tentato di guarire gli omosessuali con le preghiere e dopo aver fatto terrorismo con le fantomatiche e inesistenti "teorie gender", quest'anno l'ospite d'onore sarà Massimo Gandolfini, l'organizzatore del Family Day, l'evento omofobo per eccellenza che per fortuna non ha così tanti proseliti come tentano di farci credere, e presidente del comitato "Difendiamo i nostri figli" che da qualche anno diffonde disinformazione e ignoranza tra le scuole e le famiglie.
Anche quest'anno la città di Schio si mobilita contro le derive omofobe e sessiste che questo evento trascina con sé, in difesa dei diritti di tutt* e di tutte le famiglie.
Chiediamo quindi alle realtà che vivono, operano e lavorano a Schio e nei dintorni di sottoscrivere questo appello: associazioni, gruppi, cooperative, privati cittadini e cittadine, negozianti.
Firmare questo appello significa dimostrare che i valori che ci appartengono non sono quelli di un fondamentalismo religioso in grado solamente di fomentare l'odio e il sessismo.
Significa dire basta a movimenti e comitati che vogliono dirci cosa dobbiamo fare con i nostri corpi, con le nostre famiglie, con i nostri figli e con il nostro amore.
Significa affermare una volta per tutte che la città di Schio è colorata, inclusiva e solidale e che non c'è spazio per l'intolleranza, l'ignoranza e la violenza, in tutte le sue forme.

Vi aspettiamo in tanti domenica 14 agosto per manifestare in maniera colorata e pacifica.
#wearefamily

Per adesioni e informazioni mandate una mail a: schiocontrolomofobia@gmail.com

Michela Marzano fa il pieno di gente a Padova

Folla di gente a Padova per il libro di Michela Marzano. Un grazie anche all'integralismo No gender becero del Sindaco leghista Bitonci, che nei giorni scorsi ha negato la sala comunale per l'evento.

PADOVA. Sala Nievo insufficiente, ci si è spostati nella sala E dell'Università. E l'ateneo ha dovuto aprire altre quattro sale collegate in videoconferenza. In totale oltre 600 persone per l'incontro con la scrittrice e filosofa Michela Marzano alla quale il sindaco Bitonci ha negato uno spazio comunale. Prime parole della Marzano a proposito del suo libro dedicato ai temi sulla famiglia: "Volevo dare uno strumento a tutti per fare chiarezza. Questo dibattito oggi è bloccato e spesso noi accademici ci trinceriamo dietro un linguaggio complesso. Io mi sono resa conto troppo tardi di quella che stava diventando una vera e propria contrapposizione è una paura molto grande. Anche perché tutto è accaduto in Francia. Tante cose partono dalla Francia. Dietro tutte queste polemiche c'è una difficoltà enorme a convivere con la differenza, laddove non implica necessariamente una gerarchia". Prima dell'incontro pubblico la Marzano ha parlato ai giornalisti sui fatti tragici di Parigi, città dove vive: "Non è solo un problema di politica estera, ma un problema che si trascina e sul quale bisognerà riflettere molto. La solidartietà internazionale non basta così ome non bastano i messaggi di ottimismo. Rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di riaprire il dialogo", ha detto.

La Comitata Giordana Bruna pubblica tre libretti per informare sul "Gender"

Tre libretti per una corretta informazione sulla cosiddetta "teoria del gender". 

Abbiamo raccolto in tre libretti scaricabili gratuitamente tutto il materiale raccolto in questi mesi di mobilitazione per contrastare l'offensiva #nogender. 

Scaricate, leggete, diffondete! Contro le mistificazioni, la manipolazione, la strumentalizzazione e l'oscurantismo, contro l'omofobia, la transfobia e il sessismo, per difendere i valori di pari opportunità, di uguaglianza, di autonomia e di autodeterminazione, la Comitata Giordana Bruna opera ormai da diversi mesi sul territorio veneto e veronese, in particolare.